Il codice dei cavalieri di Cristo

Il vicequestore Giovanni Barraco, capo della squadra mobile di Palermo, non perde l’occasione di lamentarsi: durante la notte sul capoluogo siciliano si sono letteralmente aperte le cataratte del cielo e ancora adesso, che è mattina, c’è un tempo da lupi. Nonostante dica apertamente il contrario perché vuole dare l’impressione di sacrificarsi sempre per primo per i ragazzi della sua compagine, avrebbe di gran lunga preferito restarsene comodo in ufficio. Ma si sa che certe condizioni atmosferiche suonano il più delle volte come una sorta di invito a nozze per gli assassini, che pare ci si mettano davvero di impegno a rovinare con ogni mezzo possibile le giornate alle forze dell’ordine, anche costringendoli ad affrontare una vera e propria scalata sul monte Pellegrino, in mezzo a un mare di fango che fa scivolare e rovina le scarpe, tra pozzanghere, pietre, sterpi, umidità e vento gelido da cui nemmeno un pesante cappotto riesce a riparare. Certo, a sentire l’ispettore Lombardo in realtà la situazione non è però così tragica, delitto a parte…

La costruzione è precisa e compiuta, la trama è ben congegnata, la caratterizzazione di ambienti, personaggi e situazioni puntuale, la prosa è bella e solida, il ritmo vivace, avvincente, scorrevole, non forsennato bensì adeguatamente sostenuto, ricco di colpi di scena intelligenti e brillanti: con souplesse e abilità Carmelo Nicolosi De Luca, catanese residente a Palermo, giornalista di lungo corso e chiara fama, nonché autore esperto, edifica un giallo che trascende il genere e ne declina in maniera ulteriore le ampie possibilità. Tutto inizia proprio nella succitata Palermo, laddove, mentre sul monte Pellegrino, che si staglia con la sua mole a dominare il capoluogo siciliano, un professore dell’università elvetica di Losanna sta svolgendo delle ricerche, lo stesso, tale Julien Brunner, si imbatte in un cadavere, oltraggiato oltretutto per il tramite dell’incisione di strani segni sul petto. Non è però che solo l’inizio di una sequela di misteri, perché in verità, nonostante tutto sembri regolare, Julien Brunner risulta già morto: difatti colui che si è presentato con quelle generalità scompare, poco prima che, per giunta, a poche ore di distanza dal primo ritrovamento, vengano rinvenuti, abbigliati in modo a dir poco singolare, e con gli stessi strani segni sul petto, altri due corpi, quelli di un uomo e una donna. Un vero e proprio grattacapo per il vicequestore Barraco, che pian piano si convince che c’entri qualcosa un celebre esoterista inglese, che ha vissuto anche in Portogallo, così come un particolare ordine cavalleresco istituito da re Dionigi I dopo la soppressione di quello dei mitici templari.

 


 

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