Il corpo del peccato

Come un animale in gabbia, legata alla catena con spazi ridottissimi, quel tanto che basta per arrivare a non dormire sulle proprie deiezioni. La donna non si ribella, attende il cibo, di essere lavata e quel po’ di televisione che le viene concessa, l’unico motivo per cui sa che esiste un mondo al di fuori di quella stanza. Ma sono giorni che lei non viene, forse si è dimenticata o forse ha deciso di lasciarla morire. Nel frattempo, il commissario Claudio Degli Esposti consuma con rabbia i rapporti sessuali, ben fuori dall’ordinario di un rapporto di coppia, con violenza alternata a tenerezza, con la consapevolezza di non essere nel giusto, non solo perché la sua donna in realtà è sposata, ma perché ogni visita mette in pericolo la vita stessa della donna. Il marito è un mezzo boss della malavita, implicato in molteplici affari di cui il più pulito è la gestione di night club con relativo traffico di sesso mercenario e ad ammazzarli entrambi non ci penserebbe più di trenta secondi. Eppure nonostante tutto, il suo lavoro deve continuare e il caso che gli si presenta sembra avere risvolti non così semplici. È strana già la chiamata alla polizia, fatta da due fratelli, nome noto in città, notai, ancora più strano quello che emerge dal sopralluogo. Pare che la madre dei due, la vittima, sia stata spostata per pulire il sangue e i fratelli, che vivevano con lei in una situazione molto simile a quella degli accumulatori compulsivi, prima negano poi confessano di avere forse pulito almeno il grosso. Parlano di una rapina, sono certi che non ci sia altra spiegazione, mancano infatti degli orologi di enorme valore che erano conservati in casa in mezzo cumuli a roba di scarso valore proprio per sviare eventuali ladri…

L’autrice anche in questo romanzo come nei suoi precedenti indirizza l’attenzione sui personaggi femminili. La protagonista occulta ma non troppo è quella ragazza che incontriamo prigioniera a inizio romanzo, senza mai essere nominata. Da lei infatti si parte e con lei (il come ovviamente non lo diciamo) si chiude. Ma più che altro, oltre alla compulsione dei due figli della vittima, il romanzo si snoda su quello che Degli Esposti scopre frequentando la sua amante e le donne che le gravitano attorno, comprese le frequentazioni comuni che avevano due ulteriori vittime di altri accadimenti, apparentemente del tutto slegate. Una violenza selvaggia, quella che caratterizza le città sotterranee di tutto il mondo, quelle che si animano di notte, nel buio che ovviamente nasconde ai più l’illegalità di quel che accade. Ed è un mondo che Degli Esposti conosce bene, forse suo malgrado e oltre al lavoro. È “malato” o comunque ha una dipendenza dal sesso che oltre ad avergli rovinato la vita lo porta in tutte quelle situazioni in cui il sesso, specialmente quello sporco e violento, diventa merce. La trama noir regge, non ci sono falle né clamorose né piccole, c’è anche un tentativo di bilanciare l’eccesso, purtroppo però non del tutto riuscito. Le storie parallele, quella personale del commissario e di chi gli gravita attorno, risulta leggermente staccata dall’indagine, pur essendovi strettamente collegata. Una buona storia a cui manca soltanto un po’ di armonia nella narrazione.

 


 

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