Il dolce domani

Il dolce domani

Il collegio verso cui Claudia si sta dirigendo si presenta come un posto tetro e solitario, dimenticato dal resto del mondo. Una strana inquietudine si impossessa di lei: questo è il luogo dove dovrà ricominciare a insegnare e a vivere, allontanandosi da quel passato ingombrante che si porta dietro. Le persone che abitano all’interno dell’edificio hanno assunto i medesimi caratteri del luogo a cui appartengono: le cinque ragazze che saranno affidate a lei sono fredde, tristi, pallide e perennemente annoiate mentre i bambini sono dispettosi, cattivi, quasi diabolici. La Direttrice del collegio è una donna la cui giovinezza è sfiorita troppo in fretta, forse anche per via di quell’occhio di vetro che non rende il suo sguardo meno ipnotico. Con il passare dei mesi Claudia scopre che tutto il collegio è circondato da un alone di mistero che rende le persone di quel posto ancora più inquietanti: perché una sua alunna ha uno sfregio sul volto? E perché la filastrocca del pifferaio magico continua ad essere ripetuta ossessivamente dalle sue allieve? Un giorno arriva Alessio, un nuovo insegnante che instaura subito un rapporto molto stretto con i bambini, comportandosi come se tra loro esistesse un tacito accordo. Da questo momento gli eventi macabri all’interno del collegio aumentano sempre di più. I dubbi si insinuano nei pensieri di Claudia. È sicura che la Direttrice sia coinvolta in questi avvenimenti: lei conosce ogni segreto di quel posto. Ma la verità è molto più complicata di quello che sembra…

Per scrivere questa storia Anna Pietroboni si è ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm intitolata Il pifferaio magico e in particolare ai personaggi principali in essa presenti. Inoltre il titolo Il dolce domani cita il film omonimo di Atom Egoyan e richiama una filastrocca che riprende la fiaba. Sin dalle prime pagine si percepisce la suspense che accompagnerà il lettore fino alla fine del libro. Il collegio, luogo principale in cui si svolgono le vicende, viene descritto in modo dettagliato sottolineando tutti quegli aspetti che lo rendono spettrale e tetro. Il mistero è l’elemento che domina tutta la storia ed è proprio questo a portare la protagonista Claudia, giovane insegnante appena arrivata al collegio, ad investigare per trovare risposte ai numerosi interrogativi che sin da subito la tormentano. Le persone che abitano all’interno dell’edificio sono poche e sembrano essersi perfettamente adeguate all’atmosfera grigia del luogo. È un posto che priva gli individui di ogni energia vitale, riducendoli ad uno stato perpetuo di inettitudine e di noia. Anche la giovinezza è fugace e sembra durare non più di due o tre istanti: per questo la stessa protagonista lo chiama “il collegio della gioventù perduta”. Qui non esiste gioia né allegria perché è la tristezza a regnare: infatti anche un’innocua azione quotidiana, come ascoltare una dolce melodia, può diventare oggetto di paura, persino di terrore. I personaggi però non vengono descritti nei loro aspetti psicologici e personali e viene poco approfondita la loro storia passata. Al lettore essi vengono presentati per quello che sono nella realtà contemporanea allo svolgimento dei fatti. In questo modo se da un lato l’immedesimazione con il personaggio può essere compromessa, dall’altro l’attenzione al presente riesce a coinvolgere a pieno il lettore nella storia.



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