Il dono oscuro

Il dono oscuro

Cosa significa perdere la vista a quarantacinque anni dopo trentotto anni di battaglie contro la macchia oscura che invade il campo visivo e lo preclude? John è un professore universitario di Teologia dell’educazione e nel 1983, dopo una serie interminabile di operazioni, diventa definitivamente cieco. Una cecità profonda che diventa un lungo tunnel, dove la luce è alle spalle e lui procede dall’altra parte. Come si trasforma la vita esterna e interiore di un essere umano che diviene cieco? Come diventano la sua relazione con il mondo reale e quello degli affetti? I primi tre anni sono angosciosi e angosciati dal senso della perdita, dalla terribile sensazione di essersi perso, di non avere più strumenti per essere nel mondo. Un lento cammino sofferente, con un lungo bastone bianco in mano, per procedere nel tunnel alla ricerca di un’uscita, senza sapere dove andare. Tutto si trasforma e John è solo in questo viaggio, in un mondo senza ancora, allo sbaraglio in un mare in tempesta. Ogni giorno per quei tre anni si fa domande. Si studia, studia il mondo nel suo buio e si scopre diverso. Diviene l’uomo della pioggia e usa l’udito per percepire il mondo e l’uomo che comprende toccando e dissemina i davanzali delle finestre di oggetti da amare...

Un diario vibrante, stupefacente per la forza introspettiva e lo studio attento del sé che cambia in questo uomo che da adulto diventa cieco profondo. La sua cecità, non quella di tutti, solo il suo entrare nel tunnel, non solo materiale del buio, ma soprattutto cognitivo ed emotivo. La perdita dolorosissima del sé, la comprensione di un mondo in cui lui è un diverso, il bisogno di trovare una sintonia, di spiegare ai vedenti il mondo di chi non vede. Una narrazione spoglia, diretta, cruda di fatti esteriori e interiori. Un diario di bordo di emozioni, di sensazioni dentro John. La sua prospettiva che fa diventare la sua cecità la cecità del lettore stesso. Uno stile pulito, netto, controllato, senza eccessi, dritto al punto come un dardo. Il lettore guarda senza veli in quel mondo buio, spoglio e si guarda come vedente, impara, comprende. Non è solo uno sfogo personale, introspettivo, ma una narrazione sulla diversità e sulla necessità di comprendere e condividere. Nel 2016 i filmmaker britannici Peter Middleton e James Spinney hanno raccontato la storia di Hull in un documentario dal titolo Notes on Blindness, basato proprio sui suoi diari. Il film, presentato in anteprima al Sundance Film Festival, ha poi vinto il British Independent Film Award.



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