Il dubbio di signora morte

Il dubbio di signora morte

Sei giovani si trovano nella villa di Lord Richards, invitati da lui direttamente o indirettamente. Lord Richards però non l’hanno ancora incontrato, e sono stati invece accolti al loro arrivo dal maggiordomo, il signor Barrymore. La mattina dopo al risveglio li attende una giovane donna, commissario di polizia, che li accusa tutti di omicidio per la piccola Lilly Basel, ragazzina di dieci anni che si tolse la vita gettandosi dalla finestra del palazzo tempo prima... Il signor Morrisi, scrittore all’apice del successo, viene trovato morto avvelenato nel suo studio. Era “quello che si può definire un uomo di successo: famoso, ricco, affascinante, e con un gran gusto per gli affari”. Non ci sono segni di violenza sul suo corpo, e tutto suggerisce che abbia inalato del cianuro, e che dunque non si tratti di omicidio... Al risveglio di Crisantemo Lamorte si sentono spari, esplosioni e urla dal palazzo in cui vive. È uno iettatore di professione, e forse portare sfiga agli altri è l’unica cosa che lo gratifichi pienamente. Si accorge che ci sono tre persone-figure in casa sua, sedute sul divano. La prima di queste ha un corpo scheletrico avvolto da una tunica nera con cappuccio... Un uomo in mezzo alla folla di pendolari cerca di farsi spazio con veemenza e foga, noncurante di chi lo circonda, accogliendo pertanto le loro imprecazioni. Prima di attraversare la strada gli arriva un messaggio sul cellulare: qualcuno di anonimo lo avverte che è arrivata la sua ora...

I racconti giovanili di Francesco Loretucci hanno come fil rouge il tema più angosciante per eccellenza: la morte. È onnipresente, ma sotto spoglie umane, è vicino a noi. I personaggi sono i più disparati, dalla ricca e giovane borghesia londinese ad un clochard impaurito. Il dubbio di signora morte è il primo racconto, il più lungo. Vigono qui due tipi di giustizia: quella umana, e quella di signora Morte. La vicenda ruota attorno a un caso di pedofilia che ha portato una piccola ragazzina a togliersi la vita. Il gruppo di amici presenti nella villa dell’assente Lord Richards si è occupato di modificare l’autopsia della ragazza e giostrare tutti gli altri particolari del caso in modo da assicurarsi la reputazione a vicenda. Infatti ognuno di loro ha occupato un ruolo nella vita della vittima, dalla psicologa all’avvocato; quindi sono tutti colpevoli, ma a sancirlo non è la giustizia terrena, bensì un secondo tipo di giustizia, incarnata in un personaggio inaspettato e spaventoso. Gli altri racconti hanno approcci diversi, e la morte ha un aspetto multiforme a seconda del contesto. Anche le reazioni di fronte a Lei cambiano ogni volta: sgomento, paura, sfrontatezza, e sorpresa. L’ironia permea alcuni aspetti e rende quasi divertente la narrazione, soprattutto quando la Morte, in uno dei racconti, decide di avvisare con un messaggio dal cellulare le sue vittime prima di portarle via, sostenendo che “rende le pratiche molto più facili”: una morte moderna, insomma, che ringrazia il genere umano di facilitarle il lavoro.



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