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Il duetto dei gatti e altre musiche animali

Quando a un concerto viene annunciato, di solito al momento dei bis, “Il duetto buffo dei gatti”, il pubblico sempre accoglie l’annuncio con un sorriso compiaciuto. Nel duetto, il cui testo è costituito da una lunga, modulata, espressiva serie di “Miao, miao” cantano due soprani. L’opera viene attribuita spesso a Rossini, ma l’autore è Robert Lucas de Pearsall, compositore inglese che scrisse questo pezzo nel 1825 facendo un collage da una cavatina di Weyse, musicista danese, e da due brani tratti dall’Otello di Rossini. Un’orchestra intera, invece, contraddistingue “Pierino e il lupo” di Prokofiev (1936), opera molto popolare e molto amata da adulti e bambini di ogni Paese del mondo. Qui ogni protagonista ha la voce di uno strumento musicale, in modo tale che, oltre a narrare la fiaba, l’opera, composta in soli quattro giorni, presenta i diversi strumenti dell’orchesta e le loro caratteristiche. Invece l’orchestra messa in campo da Maurice Ravel nella sua composizione “L’enfant et les sortilèges”, è davvero speciale perché utilizza strumenti poco usati nelle sale da concerto: flauto a coulisse, tam-tam, crotali, raganella a manovella, ceppi di legno e perfino la grattugia. I protagonisti di quest’opera sono sia umani che animali che oggetti. In una fattoria della campagna normanna, narra la storia, un bambino capriccioso e insofferente rompe tutto ciò che trova e, non contento, se la prende anche con i piccoli animali di casa, lo scoiattolo e il gatto. Ma cose e animali si ribellano e si scagliano contro il bambino, minacciandolo e spaventandolo. Il piccolo è costretto, prima a chiedere aiuto alla mamma, poi a comprendere che la soluzione non consiste nell’aggressione, ma nella cura. Infatti, non appena inizia a medicare lo scoiattolo che ha ferito, l’aggressione degli oggetti e degli animali contro di lui cessa ed egli può tornare alla tranquillità della vita quotidiana…

Roberto Franchini, giornalista e scrittore, è un esperto di storia della musica. In questo libro si rivolge ai bambini per spiegare loro quale legame esista tra le note musicali e gli animali. Dà la parola a dodici grandi compositori facendoli raccontare in prima persona come e quando hanno dedicato brani musicali ad animali e quali storie ne sono nate. Incontriamo Rossini e Ravel, Prokofiev e Chopin, Gershvin e Haydn, ma anche altri compositori meno noti al pubblico dei profani, come Messiaen e Milhaud. Incontriamo animali grandi e piccoli, domestici e selvatici: orso, lupo, uccelli, anatra, scoiattolo, rane, farfalle e gatti. Tutti sono ricreati dalla musica e vivi nelle fiabe, adatte a invitare ragazzine e ragazzini alla scoperta della musica classica in modo curioso e piacevole. Grazie al QRcode posto alla fine di ogni capitolo il brano musicale di cui si parla può essere ascoltato ampliando la visione dei giovani lettori oltre il testo scritto. Le illustrazioni spigliate e divertenti di Pietro Puccio si inseriscono perfettamente nel racconto regalando prospettive di lettura e di divertimento.