Il grande Gatsby

Il grande Gatsby

New York, 1922. Nick Carraway lavora in banca, si occupa di affari e si è da poco trasferito a West Egg, una insolita protuberanza a forma ovoidale della costa ad est di New York, accanto alla più celebre e rinomata East Egg. La sua è una casa modesta che passa spesso inosservata in quanto affiancata da una enorme villa con piscina e quaranta acri di terreno annessi del noto, ma sconosciuto ai più, Jay Gatsby. Chi sia costui pochi lo sanno. Si vocifera che sia un assassino, che abbia studiato ad Oxford, che sia stato un eroe di guerra, ma quanto vi sarà di vero in tutto ciò? Nick possiede una buona dote, quella di sospendere il giudizio finché le cose non gli appaiano in tutta la loro verità. È un ragazzo equilibrato, che osserva la vita più che viverla da protagonista, pertanto non cede a questi pettegolezzi e non manifesta un suo parere in merito. Un giorno, del tutto inaspettatamente, un maggiordomo si presenta a casa di Nick a nome di Gatsby, per invitarlo ad una delle incredibili feste che si tengono quasi ogni sera nella sua dimora ed alle quali la maggior parte della gente prende parte pur senza essere stata ufficialmente invitata. Nick accetta di buon grado l’invito e si presenta alla villa a fianco speranzoso di vedere e conoscerne finalmente il proprietario...

Che dire di questo romanzo che non è ancora stato detto? Se lo chiede Pierdomenico Baccalario, scrittore di romanzi per ragazzi che cura questa nuova traduzione in chiave “young adults” per la collana “Le più belle storie d’amore di sempre” della formidabile opera (assieme a Laura Scuriatti) e ne firma una breve prefazione: in essa cita anche la canzone di Bob Dylan Ballad of a thin man nella quale si fa riferimento ad un uomo ‒ confuso, alienato ‒ che ha letto ogni opera di Fitzgerald, proprio per far comprendere il senso di straniamento (bellissimo) che tale romanzo procura. Perché, come afferma il curatore, vi è tutto al suo interno: una storia d’amore che è una ossessione (“Nessun fuoco o gelo può sfidare quello che un uomo ha accumulato nel suo cuore spettrale”), la società con i suoi mille vizi (alcol, alcol ed ancora alcol, su tutto) ed i suoi pettegolezzi (“Ce l’hanno detto tre persone, quindi sarà vero”). C’è Nick, intelligente, solitario, che ama osservare le persone e seguirle nelle loro vite, immaginandosi altre realtà, immedesimandosi nella solitudine altrui, e c’è l’osservato, Gatsby, da mille occhi puntati morbosamente su di lui, con le sue feste sopra le righe, ed un passato oscuro. E poi Jordan Baker e Daisy. Per non parlare della vita dell’autore (e del matrimonio con la fragile Zelda), massimo esponente di quella che viene definita ”l’età del jazz” (1918-1928). Se non avete ancora letto questo libro, dovete assolutamente porvi rimedio. Se lo avete già letto, rileggetelo, è uno dei quei romanzi di cui si scopre qualcosa in più ad ogni rilettura.



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