Salta al contenuto principale

Il grande racconto delle Crociate

Nate come “pellegrinaggio armato” in Terrasanta nell’XI secolo, sviluppatesi come “naturale prosecuzione delle guerre condotte contro i Mori nella penisola iberica, i musulmani di Sicilia e i corsari saraceni del Mediterraneo” e in seguito istituzionalizzate dalla Chiesa cattolica, cosa sono state davvero le Crociate? “Guerre di religione, guerre ideologiche, guerre coloniali? La Crociata, pur ricollegandosi al concetto di “guerra santa” sia al concetto di jihad (impegno assoluto in favore di una causa ritenuta “gradita a Dio”) è un’altra cosa. La genesi delle Crociate è lunga e complessa e affonda le radici nella frattura tra Papato e Impero, che spinse il Vaticano a scendere in campo in prima persona nel legalizzare e “sacralizzare” azioni militari, come successe quando Papa Alessandro II (1061-1073) prometteva la completa remissione dei peccati a chi si recasse nella penisola iberica per combattere i musulmani nell’ambito della Reconquista. Nel novembre del 1095 Papa Urbano II si spinge ancora più in là. Memore dell’impresa di Mahdia, promossa da Papa Vittore III nel 1087 con milizie pisane e genovesi, il pontefice sulla piazza di Clermont, a chiusura di un importante concilio, esorta così la folla numerosa accorsa al suo discorso: “A chiunque avrà intrapreso il viaggio per Gerusalemme allo scopo di liberare la Chiesa di Dio – ammesso che sia per pietà e non per guadagnare onori e denaro – questo viaggio verrà computato come penitenza completa”. Il richiamo è forzatamente generico, perché in Europa poco o nulla si sa della situazione politica in Terrasanta. All’appello del Papa rispondono per primi disperati e derelitti di varia natura ma anche “un nutrito gruppo di cavalieri appartenenti alla nobiltà minore”: partono a ondate, senza nessuna organizzazione, intorno alla Pasqua del 1096, ben prima che i potenti europei abbiamo avuto modo di completare l’organizzazione di spedizioni militari vere e proprie. Le schiere di poveri si trovano costrette a saccheggiare le terre che attraversano e subiscono per questo dure rappresaglie da parte delle autorità locali, che li decimano. Quelli che giungono a Costantinopoli – tra luglio e agosto 1096 – attaccano l’esercito del sultano turco di Konya, che letteralmente li annienta. I pochi sopravvissuti vengono venduti come schiavi. Intanto, cominciano a muoversi i primi contingenti di fanti e cavalieri, guidati da “alcuni tra i nomi più prestigiosi della Cristianità del tempo”, come Ugo di Vermandois, Goffredo di Buglione, Boemondo d’Altavilla, Raimondo di Saint-Gilles e tanti altri…

Franco Cardini, Professore Emerito di Storia medievale, e Antonio Musarra, Professore di Storia Medievale a “Sapienza” – Università di Roma firmano a quattro mani uno splendido volume di grande formato stampato in carta patinata e ricchissimo di illustrazioni a colori nelle sue 500 pagine. Una sorta di “enciclopedia delle Crociate” che parte dall’analisi del substrato politico, economico, militare, sociale e religioso dal quale è germogliata l’idea stessa di Crociata (anche se il termine non esisteva all’inizio, risale al XIII secolo) e arriva fino al trattato di Sèvres, che sancì lo smembramento dell’Impero Ottomano dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. È una narrazione complessa e vastissima, che abbraccia quasi un millennio di storia, ma Cardini e Musarra reggono il timone senza tentennamenti e guidano il lettore alternando sapientemente il racconto dei fatti e la loro analisi. La Crociata è qui “una sorta di Balena bianca che ha attraversato la storia della Cristianità occidentale fino a quando essa è stata definibile come tale (…), quindi dell’Europa finché è rimasta cristiana (…), poi dell’Europa moderna per tutto l’Ottocento e parte del Novecento”, ma anche l’idea fondante della narrazione neo-conservative e theo-conservative sullo “scontro di culture”. Profondo e glamour al tempo stesso, il volume è davvero imperdibile, nonostante il prezzo elevato.