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Il lusso della giovinezza

Fuori dalla finestra nuvole bianche e nere si rincorrono, trafitte dai raggi del sole. Saverio controlla il meteo sul telefono. Dieci gradi. Peppe entra in casa con la sua tenuta invernale: felpa, pantaloni corti versione bermuda e un paio di scarpe da barca che hanno conosciuto tempi migliori. Si lamenta per il freddo, poi si lamenta per il caffè nella moka, freddo anch’esso, e si accinge a caricare nuovamente la caffettiera e a metterla sul fuoco. Saverio, al computer, legge che New York si trova sotto una tempesta di neve e, mentre i voli all’aeroporto JFK sono bloccati, le anatre del laghetto di Central Park sono scomparse per cercare riparo da qualche parte, al caldo. Certo che i siciliani, con dieci gradi a gennaio, non sanno quanto sono fortunati. Quando aveva vent’anni, Saverio ha trascorso tre mesi, quelli invernali, a Montréal e il freddo, quello vero, lo ricorda eccome. Non è stato un periodo fruttuoso per i suoi studi di scienze politiche, anche perché lui è stato per tutto il tempo in altre faccende affaccendato: ha trascorso l’intero periodo barricato nel monolocale di una messicana, una dottoranda in antropologia, il cui riscaldamento, in casa, funzionava alla grande. Il telefono squilla. È Suleima, la giovane fidanzata di Saverio. Sta singhiozzando. È morto Steve, l’uomo d’affari americano presso il quale la ragazza è impegnata in un progetto di riqualificazione ambientale, insieme a Emma, la nipote di Peppe. Un incidente in montagna. Si pensa ad una emorragia interna. Non si sa come, è scivolato in un crepaccio non troppo profondo. Saverio e Peppe, senza esitazione, partono per Castelbuono, paese sulle Madonie teatro della tragedia. Il viaggio è lungo, anche perché è necessario attraversare Palermo, il suo traffico e le sue interminabili code. Sul cellulare, la ricerca su Steve Parker fornisce parecchi risultati: nato a New York nel 1956, due figli Thomas ed Elizabeth, trasferito in Sicilia, sulle Madonie, con l’intento di investire…

Un morto servito all’inizio della storia: il cadavere, rinvenuto sul fondo di un crepaccio, di un visionario milionario americano - trasferitosi in Sicilia con l’obiettivo di investire in quella terra - che si è circondato di giovani animati come lui dalla voglia di cambiare il mondo e in particolare quell’isola meravigliosa. Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, rispettivamente fidanzato e zio di due delle ragazze partite al seguito dell’americano ormai morto, raggiungono le giovani e non possono fare a meno di ficcare il naso nella vicenda per cercare di capire se si sia trattato davvero di un incidente e non piuttosto di un omicidio. Gaetano Savatteri - giornalista e scrittore racalmutese dalla cui fantasia nasce il giornalista e detective per caso Lamanna, sempre accompagnato dall’improbabile spalla Piccionello - colloca la nuova avventura dei suoi protagonisti lontano dal noto paesaggio di Màkari, con le sue spiagge e il suo clima assolato. Tra le montagne e la neve delle Madonie, la soluzione del giallo è null’altro che un pretesto per raccontare il divario generazionale che l’arguto giornalista - non più giovane e non ancora anziano - avverte tra sé e i ragazzi di quella singolare comune che il ricco americano ha formato, divario che, al contrario, Piccionello non coglie, capace com’è di relazionarsi con maggiore naturalezza con i giovani. E se poi, a completare l’opera, ci si mette anche il padre di Lamanna, che pare improvvisamente ringiovanito e intento a coltivare una relazione amorosa con una dolce signora di una certa età, allora la sensazione di disagio è ancora più profonda. Per ridefinire il proprio ruolo e ritrovare il proprio equilibrio, Saverio deve affrontare un percorso articolato che gli insegni a non sparare sentenze e giudizi, a non sentirsi in competizione con chi è più giovane di lui, a ricercare il dialogo tra generazioni, unico strumento in grado di favorire una totale comprensione. Savatteri riesce una volta ancora - attraverso l’ironia e le taglienti e scoppiettanti battute che Saverio e Peppe si scambiano senza esclusione di colpi e grazie ad un linguaggio infarcito di citazioni poetiche e musicali - a scrivere di gente comune che si muove sullo sfondo di un paesaggio innevato, meno amato di quello marino ma ugualmente suggestivo, in una terra che, pur tra grandezze e limiti, non si può che amare profondamente.