Il manoscritto di Chopin

Il manoscritto di Chopin

Harold Middleton, insegnante di musica ed esperto in autenticazione di spartiti, ha appuntamento con figlia e genero dall’altra parte dell’Atlantico, spera ardentemente che l’essere stato fermato dalla polizia di frontiera in un aeroporto polacco non gli faccia perdere l’aereo. Crede di intuire cosa può aver insospettito la polizia nel suo bagaglio. Sta portando infatti negli Stati Uniti una partitura olografa di Chopin, probabilmente un falso, per terminare le sue analisi. In realtà l’ispettore Padlo della polizia polacca gli comunica che hanno bisogno di lui per un omicidio. La sola parola sconvolge Harold, ancor più quando gli dicono che è stato ucciso l’accordatore con cui ha cenato la sera prima e non solo, nello stesso posto hanno trovato la morte anche una musicista e una donna delle pulizie. Middleton non riesce a capire per quale motivo l’ispettore insista nel chiedergli se qualcuno li ha seguiti mentre andavano a pranzo, fino a quando inaspettatamente Padlo gli chiede di parlargli della sua attività, e non si riferisce quella relativa alla musica. Negli anni seguenti alla tremenda guerra in Kosovo negli anni ’90, l’Onu istituì dei tribunali con lo scopo di indagare e poi celebrare i processi per i crimini di guerra. Il colonnello Middleton a suo tempo invece è passato dall’esercito ai servizi segreti militari per occuparsi delle indagini relative alle opere d’arte trafugate durante la seconda guerra mondiale. Ma le vicende che riguardano una guerra si intrecciano le une con le altre in percorsi labirintici e seguendo questa logica Middleton scopre che l’uomo a cui ha dato la caccia molti anni prima ed è stato identificato come l’assassino, era seduto accanto a lui all’aeroporto e sicuramente questo non era un caso...

Nel 2004 a M.J. Rose fu chiesto di fare qualcosa di speciale per “ottenere il giusto riconoscimento al genere thriller e promuoverlo al fine di portarlo a un livello superiore e più moderno”. Idee ne vennero tante e altrettante ne furono scartate fino a quando, grazie alla collaborazione con Audible, si decise di “pubblicare” un romanzo a puntate. Un capitolo a settimana per otto settimane, attenzione però, non scritto ma trasposto in audio e con ogni capitolo scritto da un autore diverso – tutti nomi di gran calibro del genere. A dispetto dei timori iniziali, inaspettatamente gli autori a cui fu chiesto di partecipare aderirono con grande entusiasmo. I personaggi, l’ambientazione, l’incipit e la conclusione furono affidati a Jeffery Deaver, ma per il resto si sarebbe proceduto “a staffetta” capitolo dopo capitolo. Dunque di penna in penna la storia - che è un misto di thriller e spionaggio che parte da lontano, dal secolo scorso, quando dei tesori inestimabili sono stati sottratti e nascosti in attesa di essere recuperati - procede speditamente. L’input di Deaver ci porta in Polonia dove Middleton, ex collaboratore dei servizi segreti, musicologo e musicofilo, viene in possesso di una partitura che potrebbe essere attribuita nientemeno che a Chopin. La trama si arricchisce capitolo dopo capitolo, grazie alla fantasia dei grandi scrittori che proseguono la narrazione spostandola in giro per il mondo passando per l’Africa, l’Italia e l’America. Le differenti scritture, gli stili personali di ognuno degli autori per chi li legge sono riconoscibilissimi e ciononostante grazie alla professionalità degli scrittori e suppongo degli editor, la lettura risulta armonica, i colpi di scena (parecchi) danno un bel ritmo che non invoglia a soste. Il finale proposto da Deaver conclude egregiamente - e del tutto inaspettatamente - il romanzo.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER