Il mare intorno a noi

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Non è semplice determinare il momento in cui la terra ha avuto origine. O i tempi in cui la massa fluida di materia che la componeva al principio è andata via via solidificandosi e l’importanza che la forza d’attrazione del sole ha avuto sulle maree, quando gli oceani non si erano ancora formati e prima che la superficie del pianeta si indurisse. Il raffreddamento ha portato alla formazione di grandi nubi di vapore da cui sono scaturite piogge incessanti “giorno e notte, con i giorni che diventavano mesi, anni, secoli”. La pioggia che ha composto i bacini oceanici era dolce, ma con la dissoluzione delle rocce ha raccolto tutti i minerali che nel corso delle ere le hanno dato la caratteristica salinizzazione. È in questo mare primordiale che ha avuto origine il protoplasma e in seguito è stata generata la prima cellula. Occorre attendere il periodo Devoniano per scoprire la prima traccia di un essere anfibio, capace di muoversi sulla terraferma. Tutti gli animali, marini e terrestri, hanno in sé un flusso salino, sodio, potassio e calcio, retaggio delle origini. Le acque superficiali dei mari sono in assoluto le più ricche di vita. Nell’estate del 1947 l’etnologo Thor Heyerdahl e cinque compagni sono andati volontariamente alla deriva su una zattera, nel Pacifico, per 7 mila chilometri. L’osservazione del mare durante la notte gli ha permesso di elaborare varie teorie sui pesci abissali, sulle loro caratteristiche e sulla constatazione che col buio numerose creature mai viste affioravano in superficie. Occhi enormi, corpi luminescenti, pesci divoratori di altri pesci. Per determinare quali creature vivano in una determinata zona basta osservare il colore del mare, dato da plancton e alghe. A seconda delle correnti, calde o fredde, e degli elementi nutritivi presenti cambia la tipologia di fauna marina e la sua densità. Il Mar Rosso, il Mar dei Sargassi – così chiamato dal nome delle alghe che le correnti strappano lungo le coste e trascinano al largo –, l’Atlantico, il Pacifico, la salinità dell’acqua si riduce a mano a mano che l’acqua è più fredda e con essa cambia la vita. Nelle zone tropicali la riproduzione, la varietà delle specie, le mutazioni genetiche e l’habitat in profondità sono assai maggiori che nelle zone polari…

La pubblicazione di questo saggio nel 1961 anticipa di un anno quella del libro più famoso di Rachel Carson, Primavera silenziosa, la sconvolgente inchiesta sui danni arrecati dal DDT e le conseguenze sull’avifauna nelle campagne. Il volume è ancora considerato il punto di partenza e ispirazione dei movimenti ambientalisti. Il mare intorno a noi, dedicato all’oceanografo Henry Bryant Bigelow (1879 – 1967), promotore del viaggio di ricerca scientifica a bordo del vascello Albatross nel 1907 – la prima nave costruita appositamente a questo scopo –, ha il pregio, nonostante sia un testo ormai datato, di lasciar percepire lo stupore e la speranza legate alle scoperte scientifiche sugli oceani, sensazionali per l’epoca in cui fu scritto. Ripercorrendo attraverso una narrazione semplice e adatta anche ai non addetti ai lavori, descrive la formazione della terra e dei mari, l’incredibile quantità di forme di vita nelle acque salmastre, le possibilità di comunicazione tra le stesse, l’importanza delle correnti e le prime geniali invenzioni che hanno permesso agli uomini di calarsi nelle profondità abissali, fino al 1960, quando il batiscafo Trieste pilotato dallo scienziato Jaques Piccard scese fino a 10.920 metri di profondità nella Fossa delle Marianne. Oggi del mare si conosce molto di più, incluso l’effetto devastante che l’inquinamento a opera dell’uomo ha su di esso. Dalle tonnellate di plastica, agli sversamenti industriali, allo stoccaggio di scorie nucleari. La Carson, grazie all’impatto che le sue ricerche e i suoi scritti hanno avuto a livello accademico e sull’opinione pubblica, ha ottenuto numerose conquiste, pratiche e morali. A lei sono intitolati dipartimenti di ricerca, scuole e un ponte a Pittsburgh dal 2006. Le sono state assegnate medaglie in vita e dopo la morte (le conseguenze di un tumore al seno l’hanno portata via a soli 56 anni nel 1964), la più importante nel 1980 è la Medaglia Presidenziale della Libertà. Ha testimoniato alla Commissione Scientifica Kennedy sui danni dei fitofarmaci e del DDT, messo al bando in USA nel 1972 (in Italia nel 1978). L’eco del suo nome, della sua influenza e delle sue parole sono ancora oggi determinanti per stimolare le coscienze.

 


 

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