Il matrimonio di mia sorella

Agnese aveva promesso alla sorella Celeste che per il suo matrimonio si sarebbe impegnata, ma la verità è che Agnese i matrimoni non li sopporta proprio. Li considera una perdita di tempo, uno spreco di energie, spese inutili. Ecco perché lei, a suo tempo, si è sposata in Comune: due firme, pochi parenti, una cerimonia brevissima et voilà, tutto finito nel breve tempo di un sospiro. A dirla tutta se fosse stato per lei non si sarebbe sposata affatto, ma, quando lei e Luca hanno deciso di avere un figlio, lui ha insistito molto affinché si sposassero. E Luca sa essere molto convincente, quando vuole. Beh, quindi questa sera sua sorella Celeste si sposa ed Agnese ha promesso che le starà accanto durante tutta la giornata, ma si è già un po’ pentita. Per fortuna al matrimonio ci sarà anche zia Rosa - la zia di sua madre Ines, in realtà - che è una delle poche in grado di tenere a freno quella lingua biforcuta di sua nonna Norma. E poi ci sarà Fiamma, la cugina che vive a Londra da tre anni e sarà la testimone di Celeste. Agnese deve solo ricordarsi di andarla a prendere all’aeroporto. Ora basta pensare, però. È ora di muoversi, perché se non sarà puntuale - come le capita spesso da quando ci sono le bambine - neppure oggi, Celeste ha giurato che non le rivolgerà la parola per molti anni a venire. Agnese si siede sul bordo del letto, cerca le ciabatte, recupera il golf infeltrito color ruggine che Luca detesta ma che lei ama indossare sopra il pigiama, guarda il marito che continua a dormire e pensa che lui in realtà - anche se dice di conoscerla come le sue tasche - ignora moltissime cose riguardanti la moglie, socchiude la porta, passa davanti alla stanza delle bambine e le guarda sulla soglia per un attimo - Camilla e Sofia dormono entrambe con la bocca spalancata e completamente scoperte -, si trascina in cucina e si appresta a godere della sua mezz’ora di libertà, prima che tutto cominci a muoversi freneticamente. La sua mezz’ora di ossigeno…

Cinzia Pennati, nei ringraziamenti a conclusione del romanzo, scrive che il libro è nato una sera d’inverno: lei voleva un terzo figlio disperatamente e lo voleva soprattutto per tacitare un certo ronzio fastidioso nella testa, una vocina che in quel momento non voleva ascoltare. Il figlio non è arrivato, lei ha iniziato a scrivere e quando ha concluso il romanzo si è separata. Ma come? Che strana reazione per una storia che parla di matrimonio, anzi, nello specifico, del giorno del matrimonio, quello durante il quale due persone dovrebbero pronunciare un “Sì” - che dovrebbe essere per sempre - e mettere una firma. In realtà, il matrimonio non è altro che un espediente utilizzato dalla Pennati per raccontare altro, per presentare un intreccio di generazioni di donne con le loro incertezze, i loro drammi, le loro rinunce, le loro perdite, i loro dubbi e le loro rivincite. Si tratta di una storia in cui, con un utilizzo equilibrato di ironia, vengono esplorate verità di coppia e familiari che spesso si preferisce ignorare perché scomode: le difficoltà di conciliare tutti gli aspetti della vita coniugale; la maternità che arriva come un uragano, stravolge ogni certezza e rende ancor più instabile un equilibrio magari già precario o scricchiolante; l’evoluzione di sentimenti e relazioni nel tempo; la difficile convivenza con uomini che danno molto per scontato e si schiantano alla prima difficoltà; l’affannosa e sempre fondamentale ricerca di quella verità che spesso neghiamo, anche a noi stessi, ma che invece sempre rincorriamo: la felicità. Le donne di questa storia - Agnese, Celeste, Fiamma, Rosa ed anche Ines e Norma - sono figure che si arrabattano per crescere e per migliorare, ammettendo anche i loro errori. Sono madri, sorelle, cugine, zie e nonne che riescono ad essere allo stesso tempo delicate e taglienti. Sono donne capaci di mettersi in gioco, di sfogarsi e confrontarsi, ma anche di farsi male a vicenda. Sanno confessarsi davanti ad una bottiglia di sherry, ma raccontano verità frizzanti come una flûte di prosecco; si lasciano andare e rivelano i loro più intimi segreti, utilizzando la contingenza del matrimonio di Celeste come una seduta terapeutica che aiuti a guardare finalmente dentro di sé e a riordinare tutti i pezzi del mosaico della propria realtà. Sono donne vere, convincenti e ben narrate; sono donne che desiderano l’incanto e se la cavano, sempre e comunque.

 


 

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