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Il mio nome è Jack Reacher

Jack Reacher si trova in una cittadina desolata del Maine, con le strade larghe, gli edifici di mattoni ed un’aria di prosperità ormai perduta tutto intorno. È il primo giorno di primavera e splende il sole. Jack vede una giovane donna che cammina perpendicolarmente al suo campo visivo, da destra a sinistra, con una capiente borsa di tela sulla spalla. Da sinistra arriva un ragazzo, sneakers ai piedi e felpa con cappuccio, che si dirige verso di lei. Afferra la borsa e gliela strappa dalla spalla. La donna cade, mentre il ragazzo, con la borsa sotto il braccio, si avvia di corsa puntando in direzione di Reacher. Due uomini, a venti metri dalla donna, dopo un attimo di perplessità, partono all’inseguimento del ragazzo che è sempre più vicino a Reacher… È arrivato un ferito d’arma da fuoco nell’ospedale della città ed esiste una regola scritta secondo la quale, ogni volta che viene segnalata una situazione del genere, il dipartimento ha l’obbligo di indagare. Ed oggi ad indagare è stata mandata lei, la nuova detective al suo primo giorno al dipartimento, una donna in un mondo di uomini. Giunta in reparto, viene accolta da un’infermiera che le comunica che il ferito sta dormendo, che è stato colpito al fianco sinistro, sotto al braccio e che tutto ciò che aveva addosso, a parte i vestiti che sono stati bruciati perché non erano proprio il massimo dal punto di vista igienico, è in una busta in sala infermieri. Si tratta di una busta molto piccola, che contiene un rotolo di banconote ed alcune monetine, un bancomat, un passaporto stropicciato ed uno spazzolino da viaggio. Il passaporto, scaduto da tre anni, è intestato a Jack Reacher. Nessun secondo nome, cosa alquanto insolita in America… Vigilia di Natale a New York. È freddissimo e Jack Reacher entra in un bar di Bleecker Street, incuriosito dalla musica che sente provenire dall’interno. Ci sono, infatti, un sassofonista e due turnisti su un palco alto quanto una cassetta di arance. Ma c’è anche una bionda che guarda il concerto da sola, seduta ad un tavolo per due. Jack le si avvicina…

Jack Reacher, ex militare nato a Berlino e cittadino del mondo, eroe di guerra in Medio Oriente e lupo solitario, tiratore esperto con gli occhi di ghiaccio ed il fisico imponente, protagonista degli oltre venti romanzi di Lee Child, torna in una raccolta di otto racconti brevi, inediti in Italia ad eccezione di Identità sconosciuta, stampato in un volume a sé nel 2013. Jack continua ad essere il vero duro di sempre, l’uomo dotato di un ben radicato senso della giustizia ed addestrato ad agire in maniera fulminea; è ancora il vagabondo che viaggia leggero - qualche soldo in tasca, il passaporto stropicciato, il bancomat e l’immancabile spazzolino da denti - e che ha fatto della sua casa l’America intera, con le sue strade infinite che attraversano il nulla ed i motel da quattro soldi dove lavarsi , radersi e ritemprarsi all’occorrenza, prima di affrontare un nuovo viaggio ed una nuova avventura. In una parola, Jack è l’alter ego dell’eroe tipico dei vecchi film western: leale, coraggioso e libero. Nei racconti di questa raccolta Reacher si confronta con situazioni peculiari, incidenti e misteri di varia natura, ambientati nei più svariati contesti; ogni racconto riesce a dipingere con cura- pur nella sua brevità- uno spaccato dell’America rurale, quella composta da persone che vivono sul filo della legalità e che spesso sono relegate ai margini della società, nonché ad aggiungere un piccolo tassello che aiuti a conoscere meglio la personalità del protagonista, che non è mai alla ricerca di guai, ma che non riesce a rimanere indifferente di fronte ad alcun tipo di ingiustizia o prevaricazione. Dialoghi e descrizioni, pur ridotti all’osso, sono perfetti nella loro efficacia, così come perfetta è l’atmosfera che Child riesce a creare, pur in poche pagine, a dimostrazione del fatto che, se la storia è giusta ed il personaggio è giusto, la brevità della narrazione non è un ostacolo ma, al contrario, rappresenta un valore aggiunto.