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Il mio principe azzurro

Immacolata Romano, detta Imma, è una ragazza giovanissima che appare ancora più giovane. Non è bellissima, ha un fisico acerbo ed un carattere ostico. Dalle compagne di scuola, sessualmente già esperte e disinibite, dotate di un fascino sensuale e superbo, Imma viene trattata con indifferenza e considerata bruttina per la sua maniera di vestirsi antica e trascurata. Per la madre, affetta da disturbi psicotici, è quasi una sconosciuta di cui non si occupa affatto; mentre per il fratello Ivan è una figura su cui riversare in maniera aggressiva ed irrispettosa le proprie frustrazioni. In questo clima di desolata solitudine sembra che la sola fonte di affetto possa essere costituita dal padre. Ma è un inganno: l’uomo approfitta della disponibilità della figlia per spingerla a fare commercio del proprio corpo di volta in volta con uomini diversi, fino all’incontro con una presenza liberatoria…
Uscito forse impropriamente nella biblioteca dell’eros, collana erotica ormai di culto presso la casa editrice ES, Il mio principe azzurro è un doloroso romanzo d’iniziazione al male e alla vita, che scruta a fondo sofferenze, nevrosi e perversioni dell’animo umano. E’ la storia di un insano rapporto tra un padre e una figlia che rappresenta per quest’ultima un’inarrestabile discesa agli inferi. Igor Sibaldi e Paolo Bianchi, con una scrittura tersa e di forte impatto narrativo, gettano una luce cruda su una vicenda di torbide nefandezze, scandagliando minuziosamente il comportamento, l’anima e il corpo di una povera ragazza che, vittima di uno squallido contesto familiare e di un non meno arido ambiente scolastico, passa dall’innocenza della fanciullezza alla durezza dell’età adulta. Sollecitata da una figura salvifica, la protagonista del romanzo si aggrappa alla parola per descrivere, attraverso una lunga confessione priva di reticenze e menzogne, un inconsueto e raccapricciante ritratto della nostra società su cui vale la pena di riflettere, non senza brividi di inquietudine.