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Il mondo sottosopra

Questa è l’epoca delle fake news, altrimenti note come “bufale”. Il mondo si divide in due fazioni: chi dice qualcosa solo dopo essersi informato e aver studiato, oppure chi si indigna di fronte a un post diffuso in rete, lo condivide (sempre con sdegno) ma senza averlo letto, innescando un meccanismo e un circolo vizioso di ulteriori condivisioni. È così che le masse si uniscono, il più delle volte contro qualcosa o qualcuno, ma nella maggior parte dei casi senza porsi domande, fidandosi di un telefono senza fili e senza fine. Un susseguirsi di bufale che ha origine addirittura in un lontanissimo passato, già con la Donazione di Costantino, che ha giustificato con qualcosa di “terreno” il potere altrettanto terreno della Chiesa, sancito dall’espressione di un imperatore. Era una bufala. Ma il danno era già fatto. Per passare poi alle innumerevoli “leggende” sugli ebrei e sul loro stile di vita, che porteranno a eventi vergognosi per l’umanità, senza dimenticare i riti satanici, che rovineranno la vita a intere famiglie e ai loro figli. E l’11 settembre? Una messa in scena. Un po’ come la storia dello sbarco sulla Luna…

Cos’è la verità? La verità esiste? O è solo un punto di vista tra tanti? Massimo Polidoro – giornalista, segretario del CICAP e docente di Comunicazione scientifica all’Università di Padova – ci accompagna in un excursus, a tratti terrificante, della storia delle bufale, in alcuni casi tramandate di generazione in generazione, senza essere mai messe in discussione. Finché qualcuno, un giorno, ha rivelato che, per esempio, l’imperatore Costantino non aveva donato un bel niente alla Chiesa. Eppure all’epoca non c’era neanche Facebook. Polidoro esce fuori dalla tendenza di accusare i nuovi mezzi di comunicazione, il web e i social in primis, di essere terreno fertile per la diffusione di bugie e false credenze. In realtà tutto parte dal nostro cervello, a volte pigro, che tra il dover ricercare una spiegazione plausibile e accettare quella più semplice, confortante e immediata sceglie sempre la seconda opzione. Si lascia guidare dai pregiudizi, da credenze popolari, errori di valutazione, bisogno di rassicurazione per i propri timori. Non si fa domande ma procede per inerzia, in balìa del giudizio e dell’opinione della maggioranza, che il più delle volte sono infondati. Perché le bugie spesso sono più rassicuranti della verità, notoriamente parecchio scomoda. Più che smettere di fumare perché il fumo fa male, preferiamo pensare e focalizzarci su quell’unico caso di quel conoscente che ha sempre fumato e che scoppia di salute dall’alto dei suoi 95 anni. Tutto questo è pericolosissimo, perché finisce per “giustificare” gli invasati, che fanno leva sulle debolezze umane, richiamando teorie complottistiche e giustificando massacri. Oppure mettendo in discussione anni e anni di studi scientifici. I vaccini? Provocano l’autismo. In compenso però ci becchiamo un’epidemia di morbillo, con 5.000 casi e 4 decessi. Sono conseguenze gravissime, conseguenze estremamente sottovalutate. Perché succede? Perché abbiamo paura. Ma anche alla paura c’è rimedio.