Salta al contenuto principale

Il patto

Giovedì. Jake e il pilota dell’aereo sono diretti a Half Moon Bay. Nessuna indicazione oltre a “Lealtà al Patto”. Arrivato, in attesa che giunga Alice, ordina da mangiare e aspetta su una panchina. Lei arriva e Jake vorrebbe non fosse mai accaduto, vorrebbe tornare indietro nel tempo, quando le loro vite erano felici. Senza alcun Patto. Sposare Alice è stato l’unico modo per non perderla dopo l’inattesa e dolorosa morte del padre. Un’azienda agricola lungo il Russian River è il luogo scelto per il matrimonio: duecento invitati e, tra questi, Liam Finnegan e la moglie. Il loro dono di nozze è certamente il più inaspettato e stravagante: una scatola di legno e un messaggio sibillino “Il Patto non vi abbandonerà mai”. Vivian è il loro secondo contatto con la realtà del Patto: una raffica di domande li travolge ma finalmente arriva anche la chiarezza che dissolve il mistero nel quale lo strano dono era stato avvolto fino a quel momento. Il Patto è un metodo, progettato nel 1992 da Orla Scott per assicurarsi una relazione matrimoniale felice, ma soprattutto un impegno nei confronti del coniuge e l’appartenenza ad un gruppo esclusivo che garantisce sostegno e conforto, insieme a regole certe e fisse, per garantire un matrimonio durevole. Due manuali, due pergamene e due firme, quelle di Jack e Alice, a sugellare un accordo che li avrebbe portati oltre qualsiasi previsione…

Può una relazione reggersi sulla paura? E la felicità derivare dall’attenersi a delle regole? Jack, psicoterapeuta matrimoniale (scelta non troppo originale) e Alice, perfezionista e avvocato in carriera, attraverso il racconto di Jack, vivono una lenta evoluzione (o involuzione?) di coppia: il passaggio quasi impercettibile della loro relazione in una messinscena per evitare le ritorsioni del Patto. Non solo doni inaspettati o viaggi rigeneranti, il Patto è, infatti, anche sanzioni di diverso grado fino a configurarsi come reati. Ritmo sincopato e tensione alta, capacità di intreccio delle angosce e dei drammi psicologici dei due ribelli protagonisti, fanno de Il patto, un thriller inquietante (a tratti soffocante come l’intervento del Patto nella vita dei protagonisti) e avvincente: i due neosposi lottano contro un sistema che sembra schiacciarli, insinuando il dubbio, il sospetto e il terrore nella loro vita. Impossibile non partecipare emotivamente alla loro quotidianità, non farsi coinvolgere nelle trappole a cui sono sottoposti, non palpitare per la loro relazione messa continuamente alla prova. Nonostante il volume di scritto, Il patto non lascia andare il lettore, lo tiene incollato alla pagina, in tensione e in ansia continue, nell’attesa del finale. Un finale, però, non completamente all’altezza della storia.