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Il poeta, la donnissima e il generale

Il poeta, la donnissima e il generale

Lina Cristofori, moglie del generale Piva, sta partendo da Milano per recarsi a Civitavecchia, dove è stato trasferito il marito. Ma come può non dare un ultimo saluto al suo amante, Giosuè Carducci? La stazione di Bologna rappresenta il loro luogo dell’addio. La disperazione del poeta si mescola al rumore assordante dei treni, al fumo nero, al caos frenetico delle persone che si accingono a salire o scendere dai vagoni: tutto è immerso in quell’atmosfera grigia e cupa tipica del progresso che è stato fonte, anni prima, di lode ed entusiasmo e a cui Carducci stesso dedicò una poesia. Ma ormai quel luogo rappresenta per il poeta solo l’angoscia dell’abbandono: come farà a vivere senza la sua Lina, ora che sarà impossibile per loro incontrarsi con la stessa frequenza di prima? Egli, durante il matrimonio con la prima moglie, Elvira, pensava di essere incapace di amare: ma Lina gli ha mostrato una realtà ben diversa e in meno di un anno il loro legame si è creato e rafforzato tanto da essere diventato ormai indissolubile. Era stata Lina a contattarlo attraverso una lettera per complimentarsi con lui per le poesie, a suo parere emozionanti come poche. Quando i due si incontrarono l’amore l’uno per l’altro era già nato nei loro cuori. Ora la loro felicità è minacciata dai reciproci legami coniugali e dalle responsabilità che da essi derivano. Eppure, nonostante questo, Carducci decide di uscire allo scoperto citando, contro il volere di tutti, nelle Primavere elleniche il nome della sua amata, dichiarando pubblicamente il suo amore per lei...

Il poeta, la donnissima e il generale è un romanzo che racconta la storia d’amore tra Giosuè Carducci e Lina Cristoforo Piva, la moglie del generale Domenico Piva, famoso per aver partecipato alla spedizione garibaldina. L’ambizione della donna nel voler entrare a far parte dei salotti letterari milanesi la spinge a immergersi nella lettura delle poesie di un poeta emergente ancora poco conosciuto nel famoso salotto Maffei: si tratta proprio di Carducci il quale, secondo la donna, “è un poeta che forse non morrà”. Dopo un’iniziale corrispondenza di lettere formali iniziata da Lina per adulare l’uomo, i due si incontrano e vengono travolti da una passione irrefrenabile: è così che inizia una intensa storia d’amore mai celata né al pubblico né ai propri coniugi. La veridicità di tale sentimento emerge anche dalle poesie che il poeta dedica a Lina, fonte di ispirazione poetica e protagonista di numerose poesie contenute nelle Odi barbare e nelle Rime nuove, in particolare nelle tre Primavere elleniche: in queste liriche viene riversato tutto l’amore provato dall’uomo verso una donna che sente sua e che spesso tende a idealizzare e divinizzare. Ma questo sentimento non è solo fonte di gioia: forti attacchi di gelosia alternati a tormento, depressione ed emozioni tragiche vissute al limite della teatralità sono alla base dell’amore tra Carducci e Lina. Ma, nonostante le diverse vicissitudini, il loro legame non si spezza neanche davanti alla morte.