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Il popolo degli alberi

Il 3 dicembre 1997 il celebre Dott. Abraham Norton Perina viene condannato a 24 mesi di reclusione con l’accusa di abuso sessuale nei confronti di minorenni, per la precisione di alcuni dei suoi numerosissimi figli adottivi. L’imbarazzo della comunità scientifica è palpabile: il Dott. Perina si è guadagnato il Premio Nobel nel 1974 grazie alla scoperta della sindrome di Selene, malattia che ritarda di moltissimo l’invecchiamento fisico, pur nella decadenza delle facoltà mentali, causata dall’ingestione di carne di opa’ivu’eke, una tartaruga autoctona di Ivu’ivu, isolotto dell’arcipelago micronesiano U’ivu. Proprio un membro di tale comunità, collega nonché affezionatissimo amico dello scienziato, il Dott. Ronald Kubodera, persuade Norton Perina ad approfittare di questo periodo di forzata inattività per scrivere le sue memorie, che sicuramente illumineranno il pubblico sulle reali vicende accadute, sulla portata inestimabile delle sue scoperte, sul suo valore umano, che non possono essere scalfiti da un banale misunderstanding. Insomma, anche ammettendo che possa essere accaduto ciò di cui è accusato, è sufficiente per condannare moralmente addirittura un Premio Nobel che ha dedicato la sua vita alla scienza per il bene del prossimo? Se anche avesse stuprato alcuni ragazzini, che però ha così generosamente accolto e nutrito ed educato, non può essere considerato semplicemente un gesto di umana debolezza, finanche di amore estremo? Il Dott. Perina illuminerà i lettori, ai quali va l’ardua sentenza…

Una sensazione di gelo ha dominato tutta la lettura di questo romanzo crudelmente splendido dell’autrice di origine hawaiane Hanya Yanagihara (più nota per il suo secondo romanzo, sebbene pubblicato per primo in Italia, Una vita come tante). Il racconto saccente e fazioso in prima persona del Dott. Perina, di un’arroganza maestosa, così come la cornice e le pedanti glosse del suo leccapiedi Kubodera, hanno il fascino della lucida spietatezza, una sorta di scientifica crudeltà, che costringe il lettore a proseguire per capire fino a dove possono arrivare. Arrivano a distruggere una civiltà primigenia e un habitat naturalistico unici al mondo, con il tipico suprematismo occidentale, camuffato da progresso, convinto di educare il “povero selvaggio”. Tramite una scrittura “fastidiosamente” affascinante, che con grande maestria dice una cosa per dire il suo contrario, Yanagihara solleva diverse questioni, molto trasversali nel tempo e negli ambiti (attualissime le riflessioni sugli interventi occidentali nei Paesi sottosviluppati o sui limiti da porre alla sperimentazione scientifica), tra le quali il dubbio in merito al sistema binario morale/immorale, lecito/illecito, merito/condanna: resta così ben applicabile anche se i poli opposti si riscontrano nella stessa persona, tanto meritevole quanto depravata? Soprattutto se si pensa che è esistito un “Dott. Perina”, nella persona del virologo statunitense Daniel Carleton Gajdusek (1923-2008), Nobel nel 1976 e accusato nel 1997 di abusi sessuali sui figli nativi adottati.