Il prete nuovo

Il prete nuovo

Il paese di Brigida e Bianca, nonna e nipote deliziosamente complici, è piccolo, e quindi la gente, non avendo di fatto altri svaghi, anche solo per passare il tempo non può far altro che mormorare: ogni novità è una buona scusa per lasciarsi un po’ andare, sfogarsi a suon di chiacchiere, pettegolezzi, dicerie, battute. La novella in questione è poi particolarmente succosa perché in un borgo isolato come Mongenesio – che non esiste davvero ma che potrebbe esserci benissimo, tanto è credibile e somigliante a tanti altri in Italia – una delle personalità più in vista è senza dubbio il prete. Sono gli anni Sessanta, e per un certo periodo la canonica resta vuota dopo che il parroco, don Luigi, si è preso un malanno tremendo che in brevissimo tempo lo riduce un fantasma: ogni domenica arriva un sacerdote giovane dalla parrocchia vicina, dice messa e poi riprende la Cinquecento e se ne va. Poi, un giorno, a marzo, un marzo strano, secco, grigio, freddo, senza fiori, arriva padre Thibault. E cambia tutto…

Capelli rossi, pelle chiara, alto massiccio, sguardo cupo, profondo, intenso, inquisitore, nero, che spicca sul viso come un contrasto: padre Thibault, straniero sin dal nome, è una vera e propria rivoluzione nella piccola comunità di Mongenesio in cui le giornate scorrono tutte uguali all’insegna del quieto vivere. Che ora, però, da quando c’è lui non è più quieto. Affatto. Perché padre Thibault sa spingere la gente ad abbandonare ciò che in una piccola comunità è il più prezioso e gelosamente custodito dei privilegi, l’ipocrisia. Ognuno si ritrova a confessare segreti e peccati, in primo luogo di fronte alla propria coscienza. A metà tra Peyton Place e La finestra sul cortile, con una punta di Parise che non guasta per nulla, Tina Caramanico, insegnante, madre, poetessa e romanziera che viene dalla provincia ma con ogni evidenza ha viaggiato – si capisce dalla sua scrittura, che è raffinata e variegata, d’ampie vedute, ricca di suggestioni, rimandi, riferimenti, connessioni, dotta e colta senza mai essere ardua a leggersi, oppure cattedratica –, tesse una commedia umana fluente, fresca e gustosissima caratterizzata con pochi ma precisissimi cenni in ogni minuzioso particolare.



0

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER