Il profumo delle foglie di limone

Il profumo delle foglie di limone

Sandra ha trent’anni e ha scoperto da poco di essere incinta. Senza un lavoro, non sentendosi pronta per formare una famiglia con Santi, il padre del bambino, la ragazza decide di ritirarsi nella casetta della sorella sulla Costa Blanca per riflettere, stare in pace con se stessa e capire cosa vuole veramente dalla vita. Un giorno sulla spiaggia conosce una coppia di anziani norvegesi, Fred e Karin, che vivono ritirati in una bella villa vicino alla costa. Un po’ per tenerezza un po’ per solitudine, tra i tre comincia a svilupparsi una timida amicizia, fatta di poche parole e favori reciproci. Quando Fred e Karin invitano Sandra a stabilirsi da loro, la ragazza accetta senza pensarci troppo: le farà bene un po’ di compagnia e i due anziani – oltre che benestanti – sembrano persone con poche pretese. Julian, ormai ultraottantenne, è sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen ma non ha dimenticato. Aiutato dal fedele amico Salva, ha dedicato tutta la sua vita alla caccia di criminali nazisti, ed è proprio Salva che gli fa arrivare una preziosa informazione: ha scoperto dove si nascondono due pericolosi criminali nazisti, ma dovrà essere Julian a catturarli. Inutile dire che si tratta di Fred e Karin. Julian lascia l’Argentina per lanciarsi sulle loro tracce e proprio all’inizio di quella che sa essere la sua ultima caccia si imbatte in un elemento sorpresa: con i due vive una ragazza, Sandra, che sembra molto legata a loro. A Julian non resta che affidarsi a lei per compiere la sua missione, iniziando così una pericolosa indagine che rischia di compromettere per sempre le vite di entrambi...

Vincitore del premio Nadal (il più antico premio letterario spagnolo, ormai dalle caratteristiche prettamente commerciali) nel 2010, Il profumo delle foglie di limone è un romanzo sulla memoria, la vendetta e l’espiazione. La storia viene narrata da due punti di vista: quello di Sandra, giovane donna inizialmente ingenua che deve fare i conti con qualcosa di molto più grande di lei, e quello di Julian, anziano coraggioso, disincantato e desideroso di giustizia. Tra le due narrazioni sicuramente quella più interessante è quella di Julian, personaggio ben delineato e portatore di alcune profonde riflessioni sulla vecchiaia e lo scorrere del tempo, mentre Sandra è talmente sprovveduta da risultare inverosimile. L’inizio è molto promettente, ma il romanzo da il meglio di sé proprio – e solamente – nelle prime pagine, dando al lettore molti spunti interessanti che purtroppo rimangono solamente spunti. Sappiamo da subito che Karin e Fred sono criminali nazisti. Possiamo prevedere che Sandra, così innocente e (perché non dirlo) poco perspicace, sarà in pericolo se continua a rimanere con loro nonostante l’avvertimento di Julian. E aspettiamo (invano) un intervento risolutivo, un qualcosa che smuova la situazione. Invece no: Sandra e Julian rimangono imprigionati in una sorta di limbo per più di cento pagine, spiando i due vecchietti e incontrandosi segretamente al Faro (non si capisce bene perché non possano usare i cellulari). Anche se cade in molti punti in un manicheismo semplicistico, Il profumo delle foglie di limone è un romanzo scritto con un linguaggio scorrevole e incalzante che fomenta la lettura, ed ha il merito di riproporre il tema del nazismo sotto una nuova luce (un vecchietto detective e altri due vecchietti mostri senza pietà). La domanda è: basta questo per renderlo “un romanzo straordinario”, come gran parte della critica ha sentenziato?



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