Il ragazzo, la donna e il vecchio poeta

Il ragazzo, la donna e il vecchio poeta

Per avere un figlio il ricco mercante 'Ali accetta di fare quanto suggeritogli da una misteriosa voce nel sonno. Ordina a un suo servo nero, Sa’îd, di portare un vassoio di riso di latte in riva al mare e di ascoltare quanto proferirà chi uscirà dalle acque e di andare poi a riferirglielo. Lo schiavo, giunto sul luogo, rimane abbagliato dall’apparizione di tre incantevoli ragazze, ma soprattutto è colpito dall’apprendere dalle loro parole che al figlio, che nascerà al suo padrone, Dio esaudirà ogni desiderio. Ascoltata la profezia, decide di impadronirsi con uno stratagemma del piccolo all’atto della nascita per potere ottenere tutto ciò che vuole. Non sempre però i conti tornano… Al macellaio Husayn succede una cosa assai strana. Una mattina nella sua bottega entra una bellissima ragazza che lo invita a seguirla nella sua dimora. Qui gli fa mangiare ogni prelibatezza e ogni sera gli concede una delle sue splendide schiave vergini. In cambio gli chiede di recarsi dallo sceicco dei sarti e di mostrarsi con lui e i suoi colleghi di giorno in giorno sempre più generoso per conquistare la loro fiducia. Il buon uomo, a cui pare di essere salito in paradiso, accetta il compito senza indugio alcuno, anche se non si capacita del perché di così tanta munificenza nei suoi confronti…

Il ragazzo, la donna e il vecchio poeta è una raccolta di tre racconti inediti delle Mille e una notte scoperti in un manoscritto della biblioteca dell’Università di Strasburgo, redatto dal diplomatico tedesco Carl Reinhardt nel 1831. Un ritrovamento eccezionale che dimostra come questo capolavoro della letteratura araba sia ancora un terreno non completamente esplorato, una sorta di work in progress possibile di nuove sorprese. Nei tre testi ritorna come d’incanto il mondo magico e sociale delle Notti: voci che parlano nel sonno, bambini miracolosi, concubine bellissime, poeti, califfi, ricchi e poveri, prodigi, violenze, punizioni disumane. Con alcuni aspetti piuttosto singolari se non nuovi per il testo orientale, come la figura, letterariamente poco frequentata, dello ‘âyiq, a metà strada tra il cavaliere cortese e il bandito alla Robin Hood che protegge i deboli sostituendosi all’assente giustizia governativa, o lo stringente contrasto tra spiritualità e materialità de Il vecchio poeta Hasan, l’albero, la tomba e il monastero, dove Dio è invocato o usato solo per fare soldi. È un microcosmo variegato in cui si impone piuttosto chiaramente la morale dell’importanza della verità, l’unica strada che “conduce alla salvezza”. In ognuna delle tre storie chi si attiene a questo principio è premiato. Nel solco della tradizione della narrativa araba, sensualità e purezza, fantastico e realistico, sono fusi con sottigliezza ironica perfettamente tra di loro, riproducendo tutto il fascino di un libro immortale.



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