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Il ragazzo nuovo

Il ragazzo nuovo
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Il cortile della scuola è gremito quando arriva Dee, trafelata e un po’ in ritardo perché sua madre l’ha mandata a cambiarsi ritenendo che il suo abbigliamento fosse poco consono alla giornata scolastica. Dee saluta Mimi, la sua migliore amica, poi Ian e Rod. Ian è un suo amico anche se Dee non apprezza molto spesso il suo modo di fare: è arrogante, prepotente e se la prende sempre con i più deboli. In attesa dell’ingresso Dee nota un ragazzo mai visto. È in disparte. Quello che spicca non è il suo abbigliamento, seppur estremamente curato e non casual come gli altri ragazzi, ma il colore della sua pelle. Per la prima volta nella sua scuola è arrivato un ragazzo di colore. Dee e tutti gli altri non hanno compagni di colore: la loro scuola è composta completamente da ragazzi bianchi. Osei Kokote, è questo il suo nome, si è appena trasferito nella loro città. È di origini ghanesi e suo padre è un diplomatico. Osei non è a suo agio. Cerca di muoversi senza suscitare attenzione più di quella che normalmente i ragazzi gli mostrino a causa del suo colore della pelle. Resterà lì solo un mese e non vuole problemi. Manterrà un profilo basso e giorno per giorno affronterà ogni difficoltà. Dee è subito attratta da Osei. I due legano immediatamente. Questa loro amicizia non piace assolutamente a Ian abituato ad essere il leader dei ragazzi. Sarà Ian, gradualmente, a mettere tutti contro Osei…

Il ragazzo nuovo fa parte di un progetto più ampio della Hogarth Press, fondata nel 1917 da Virginia e Leonard Woolf, che ha chiesto a celebri autori di riscrivere in chiave contemporanea alcuni tra i capolavori più noti di Shakespeare. Tracy Chevalier, nota al grande pubblico per il suo La ragazza con l’orecchino di perla, si è cimentata in una riscrittura dell’Otello. La Chevalier ambienta il suo romanzo in una scuola americana nell’arco di una sola giornata scolastica. Osei è il nostro Otello e Ian è il novello Iago. La scrittura della Chevalier è semplice, paratattica, piana e il romanzo si fa leggere in maniera scorrevole. Il lettore è condotto nel mondo dei teenager americani. Avere quattordici anni è più complesso di quanto tutti noi possiamo immaginare e ricordare. La Chevalier prova a scandagliare l’animo dei più giovani, a mostrarci come dietro dei gesti semplici si possano trovare/provare emozioni violente e importanti. Ma il rischio che una operazione del genere corre è proprio quello di una eccessiva banalizzazione delle emozioni e dei gesti. Ian riesce a ordire il suo piano facendo ruotare tutto attorno allo smarrimento di un astuccio colorato con le fragole e un po’ questo stride con la complessità dell’opera originale: pare che qualcosa si perda in una resa così pop dell’Otello. Nonostante le perplessità, l’autrice riesce a coinvolgere il lettore e probabilmente questo potrebbe essere un modo efficace per far conoscere lo scrittore inglese ai più giovani che, dopo la lettura del romanzo reinterpretato, potranno aver voglia di cimentarsi con l’originale.