Il reverendo, le rose e le stravaganze del professore

Stephen Sefton si ritrova, nel 1937, in una specie di vicolo cieco, bloccato e in attesa che la sua vita prenda il volo. Eppure le sue prospettive esistenziali in passato erano totalmente diverse: uscito dall’università con il minimo dei voti richiesto per essere definito laureato, si è unito al Partito Comunista, ha fatto incetta delle opere di Marx ed Engels, ha deciso di impegnarsi a cambiare il mondo, o almeno una parte di esso. Ha lasciato la sua paludosa Inghilterra per combattere nella Guerra Civile Spagnola. Le visioni di un futuro migliore e gli ideali di rinnovamento però non sono bastati e dodici mesi dopo ha fatto ritorno nella terra che gli ha dato i natali, distrutto non solo fisicamente ma, più di ogni altra cosa, fisicamente. La sua testa è infestata dalle immagini dei morti di cui si è macchiato indelebilmente le mani, così come degli odori di urina e olio di lanterne che inevitabilmente invadevano le tende e i luoghi di combattimento. Inizialmente salutato da tutti come eroe, degno di inviti a feste e cene ufficiali, si ritrova in un seminterrato buio di Camden Town senza un penny e schiacciato dall’autocommiserazione. Un giorno per caso trova un annuncio in una biblioteca pubblica che pubblicizza la ricerca di un assistente per uno scrittore, l’onnisapiente Professor Swantom Morley, intenzionato a scrivere una guida per ogni contea inglese. Purtroppo, i due vengono subito interrotti da un evento inatteso che inizierà la loro ricerca non più di luoghi da visitare ma di misteri da risolvere…

Ian Sansom usa la sua scrittura elegante e il suo linguaggio forbito per dilettarsi in un giallo che, se pur non avendo lo stesso ritmo incalzante di alcuni classici inglesi del genere – per la scelta di dilungarsi troppo in alcuni passaggi – risulta grazioso e a tratti piuttosto divertente. I personaggi sono ben delineati, anche se in alcuni momenti possono apparire decisamente forzati – Morley, soprattutto, finisce lentamente per diventare quello che in inglese si definirebbe un “know-it-all”, un noioso saccente, simpatico all’inizio ma a tratti insopportabile verso il finale. Senza ombra di dubbio, può trasformarsi in una lettura obbligatoria per tutti coloro che intendano visitare il Norfolk e i suoi piccoli villaggi costieri come Blakeney, da cui la vicenda principale (quel “mistero del Norfolk” indicato nel titolo originale del libro) prende avvio. La regione si presta bene alla letteratura non solo gialla, basti pensare che molti sono i romanzi ambientati in questa affascinante parte di Inghilterra, da Voci fuori campo di Ali Smith a Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro, passando per il più classico dei classici dickensiano, David Copperfield. Ma Sansom rende questo territorio uno dei protagonisti della storia: i suoi ruscelli, i canali, le piccole chiese – a ben vedere, soprattutto queste – con le loro guglie diventano elementi principali, e non complementari, di ciò che avviene. Come è facile intuire, è solo il primo capitolo delle avventure di Morley e compagno, che successivamente verranno “spediti” dall’autore più a sud, nel Devon.

 


 

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