Il sentimento della letteratura

Il sentimento della letteratura

“Scrivo per difetto, per dislocazione; e siccome scrivo da un interstizio, non faccio che invitare gli altri a cercare i propri e a guardare, attraverso questi, il giardino in cui gli alberi hanno frutti che ovviamente sono pietre preziose”. Con questa premessa Julio Cortázar ripercorre i suoi primi approcci non solo alla letteratura, ma al suo modo di vedere e leggere la realtà. Esiste una nicchia in cui siamo costretti a fare entrare contemporaneamente il reale e l’immaginario, il fantastico, e non è detto che a volte non si sovrappongano. Fanno presto i critici a dare etichette e cercare di standardizzare la sua scrittura: la sua vena creativa nasce da quel sentimento di straniamento, da quella gioia di straniamento, che gli provoca l’immaginazione. Per questo fin da piccolo si era stupito di come ai suoi amici non piacessero i romanzi di Jules Verne, che lui trovava confortevoli e ispiratori...

Obiettivo dei due saggi, pubblicati esclusivamente in formato ebook, dello scrittore argentino Julio Cortázar è quello di chiedersi e chiederci quali relazioni intrecciano letteratura, realtà, finzione e fantastico, quali relazioni ci sono fra essenza e apparenza. I due saggi, in modo differente ma complementare, interrogano l’autore e il lettore sulle modalità di percezione e lettura della realtà, che non si presenta mai in modo monolitico, ma con una serie di sfumature che non sempre siamo in grado di percepire. Il testo è un viaggio che Julio Cortázar che attraverso l’infanzia e l’adolescenza dello scrittore ci conducono alle prime sensazioni di turbamento dell’immaginario. È in quel territorio che il fantastico diventa il regno del possibile, la laguna libera da codificazioni. È il retroterreno metanarrativo di Rayuela (Il gioco del mondo), base filosofica dei suoi racconti, “un’indagine su quello che, nel corso di tanti anni, ha determinato la loro materia o il loro impulso”. Le sue sono illuminazioni, esplosioni creative, giochi di specchi. Dai suoi testi si entra e si esce senza una logica: le porte sono infinite e “le grosse sorprese ci aspettano dove abbiamo finalmente imparato a non sorprenderci di nulla”. Libro denso ed interessante, ma sconta la troppa teoria sulla pratica. Assolutamente da leggere se si è studiosi di letteratura, meno se si è ‘soltanto’ lettori.



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