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Il signore di San Francisco e altri racconti

Il signore di San Francisco e altri racconti

Il signore di San Francisco aveva un piano molto semplice: lasciare il Nuovo Continente per trascorrere l’inizio dell’anno nel Mediterraneo e godere della clemenza del clima, ma anche delle bellezze locali, donne incluse, vagando fra Gibilterra, Capri e finalmente la Costa Azzurra. Era un piano tanto semplice da sembrare quasi banale. La nave aveva cominciato ad attraversare l’Oceano e il piacere dell’impresa si stava pian piano impossessando delle sua abitudini: era piacevole trascorrere le giornate chiacchierando sul ponte con l’uomo ricchissimo, curato, rasato in modo impeccabile, oppure con il celebre scrittore spagnolo; era altrettanto piacevole vedere la figlia ormai cresciuta, splendida nella sua giovinezza ed il vestito elegante; era eccitante prepararsi con cura per la cena, aspettarsi i piaceri della notte di una lunga crociera: il salone scintillante, i vini, lo smoking e la camicia inamidati. Stava iniziando un viaggio che l’avrebbe cambiato, un viaggio che aspettava da tempo. Era giusto farlo, era necessario...

Ivan Bunin amava viaggiare, amava conoscere altri Paesi e mondi che lo portassero lontano dalla campagna russa, quella raccontata, descritta denunciata ne Il villaggio. E questa sua passione per i viaggi ed in particolar modo per l’Oriente, per i misteri metafisici dell’Oriente. Ma amò molto anche l’Europa e soprattutto l’Italia che visitò a più riprese fra il 1911 ed il 1913: naturalmente Capri, ma anche Roma, Napoli, Firenze, la Sicilia. Del resto la madrepatria gli stava stretto e soggiornò a lungo a Parigi, dove trovò anche moglie, in Medio Oriente (l’allora Costantinopoli e la Palestina), financo in Grecia. Possiamo dire che lo spazio gli stava stretto, che aveva bisogno di portare la sua mente e le sue attenzioni verso tutto lo scibile umano. Protagonista intelligente di una aristocrazia in declino, curioso, esplora con la sua scrittura la potenza e la varietà del mondo che lo circonda, soffermandosi su immagini di sensazioni, esplorando con calma e precisione i sentimenti e le circostanze. Con le sue esplorazioni umane, testimonianza del suo vagabondare, sorrette da una prosa inesorabile e mai banale, cerca di scandagliare le ragioni della permanenza dell’uomo sulla Terra. Gli interessano più i pensieri, che i fatti. Bunin annota in un diario dell'epoca: "Dal 14 al 19 (agosto) ho scritto Il signore di San Francisco. Scrivendo la conclusione ho pianto. Ma tutto sommato l'anima è rimasta insensibile. E non mi piace." Confermando le doti letterarie, umane e culturali di uno scritture russo ricordato soltanto per essere stato il primo russo a vincere il Premio Nobel per la letteratura (1933), ma di una potenza introspettiva pari soltanto a quella di Fëdor Dostoevskij. Adelphi ha pubblicato i racconti raccolti in Il signore di San Francisco (1911-1919) per la prima volta nel 2015, salvo poi ripubblicarli nel 2020, facendo precedere la riedizione della raccolta dalla pubblicazione in ebook di Fratelli. Questa sua sensibilità lirica è testimoniata anche da una copiosa produzione poetica. Soltanto dopo la sua morte, negli anni ’50, divenne lettore caro anche in Russia.