Il sussurro del mondo

Il sussurro del mondo
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È il periodo delle castagne. La gente sta scagliando dei sassi contro i tronchi giganteschi. Le castagne cadono tutt’intorno a loro in un diluvio divino. Quella domenica accade in innumerevoli luoghi, dalla Georgia al Maine, lungo tutta la costa atlantica, da sud a nord. Su a Concord, Thoreau prende parte a questa sorta di rituale collettivo. Ha la sensazione di gettare sassi a un essere senziente, con una sensibilità meno acuta della sua, eppure un suo simile. “Gli alberi antichi sono i nostri genitori, e forse i genitori dei nostri genitori. Se si vuole conoscere i segreti della Natura, bisogna praticare più umanità”… A Brooklyn, su Prospect Hill, invece, il nuovo arrivato, il norvegese Jørgen Hoel, è divertito dalla forte valanga che scatenano i suoi tiri. Ogni volta che i sassi vanno a segno, il cibo cade infatti a palate. Gli uomini scappano di qua e di là come ladri in fuga, riempiendo bicchieri, sacchi e tasche di pantaloni di castagne liberate dei loro ricci avvolgenti. Eccolo qui, il mitico banchetto gratuito d’America – eppure un’altra manna in un paese che porta via persino le sue briciole dalla tavola di Dio. Hoel e i suoi amici del Brooklyn Navy Yard mangiano il loro bottino arrostito su grossi fuochi in una radura in mezzo ai boschi. Le castagne abbrustolite sono indescrivibilmente rinfrancanti: dolci e saporite, ricche come patate al miele cotte al forno, grezze e allo stesso tempo misteriose…

Nato a Evanston a nord di Chicago poco più di sessant’anni fa, Richard Powers, anche docente di scrittura creativa, è ormai da decenni — sin da quando, nel 1985, leggenda vuole che abbia pubblicato il suo primo romanzo dopo aver passato due anni a scriverlo, abbandonando per questo anche, su consiglio di un fotografo che lo ha spronato a credere nel proprio talento, il lavoro — una delle voci più autorevoli del panorama letterario internazionale. Le sue trame sono sempre articolate, mai banali ma nemmeno ostiche, i temi trattati profondi, esistenziali, osservati pure dal particolare punto di vista che gli conferisce la sua formazione scientifica (ha studiato Fisica, è appassionato di genetica, musica, informatica): tutto questo è confermato anche nell’ultima opera, quella in questione, che con il Premio Pulitzer 2019 conquistato si inserisce a pieno titolo nel filone glorificato dai numerosi e prestigiosi premi conquistati in tanti anni di onorata carriera, in primo luogo il National Book Award di tredici anni fa ottenuto per Il fabbricante di eco, storia di famiglia, ricordi e malattia in quel del Nebraska. Il sussurro del mondo è viceversa la potente narrazione della vita straordinaria di Patricia Westerford, dottoressa di ricerca in botanica detta sin da piccola Patty-la-Pianta che solo a tre anni, e in maniera niente affatto comprensibile, ha cominciato a parlare, capita solo dall’amorevole e amatissimo padre. Una figura ispirata a una scienziata geniale, Suzanne Simard, professoressa di Botanica ed Ecologia forestale alla University of British Columbia di Vancouver, celebre per i suoi studi pionieristici sui metodi di comunicazione degli alberi tra loro.



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