Il taglio

Il taglio

Nelle settimane che precedono il discusso referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Europa, Grace, giornalista della BBC, si trova a Dudley (West Midlands, una contea metropolitana inglese) sia per sondare gli umori della gente, sia per riuscire a cavare un servizio che possa finalmente lanciare la sua carriera. Eppure, la sua prima mattinata nella cittadina non sembra incamminarsi lungo il binario desiderato: la gente la evita come la peste, combattuta tra la paura della telecamera e la diffidenza. L’unica persona a mostrarsi gentile e disponibile a lasciarsi intervistare è Cairo. Cairo è un uomo sulla quarantina, un membro della working class e per vivere si occupa di smantellare gli edifici, venendo pagato – o meglio, sfruttato – a cottimo da Tony. Cairo è divorziato, sua figlia Stacey-Ann ha un figlio, Zacariah, ma vive ancora con i suoi genitori – dal padre ha preso la passione per la storia, specialmente quella locale – e ogni giorno cerca di mettere da parte dei soldi per sé e la sua famiglia. Esordisce durante l’intervista con un “Ne abbiamo le tasche piene” che diventa virale, senza poi aggiungere molto: Cairo è arrabbiato, si sente tradito da una società che lascia i lavoratori indietro, favorendo i ricchi. Qualche giorno dopo, il telefono di Grace squilla, è l’intervistato, questa volta più calmo, che le propone di fare un giro per mostrarle com’era Dudley perché, dice, “Bisogna sapere da dove si viene se si vuole sapere dove si è diretti”…

Nato a Dudley, capitale ufficiosa della Black Country – una delle aree più industrializzate d’Inghilterra a partire dal diciannovesimo secolo – Anthony Cartwright ha sempre cercato, nei propri scritti – Iron Towns e Heartland (Il giorno perduto non s’inserisce nella scia) –, di rappresentare la deindustrializzazione di questa regione e le sue conseguenze: la disoccupazione, l’inquinamento, la povertà e le precarie condizioni di vita. Il taglioThe cut – è però sequel “ideologico” dei suoi scritti precedenti: il titolo stesso è foriero di diverse interpretazioni e chiavi di lettura. Può rappresentare la divisione tra i leave ed i remain – rispettivamente i pro e i contro la Brexit, o la cesura tra la working class e la upper class – incarnate l’una da Cairo, l’altra da Grace, o ancora la spaccatura tra l’era industriale e quella contemporanea – rappresentate la prima dal padre di Cairo, la seconda da Cairo stesso, o anche, infine, la dicotomia tra Londra (Grace) e tutto ciò che non lo è (Cairo). Il taglio è un romanzo crudo, di vita vera, in cui è dipinta la quotidianità di una città in cui le possibilità di riscatto sono ben poche. In questo senso, Cartwright non fa sconti a nessuno: critica il modello della gig economy – un modello economico basato sul lavoro a chiamata. Leggi: Uber, Deliveroo, Foodora –, tra l’altro affrontato in maniera esemplare da Ken Loach nella sua ultima pellicola Sorry We Missed You, e non le manda a dire ai londinesi, cristallizzati e confortevoli nelle proprie torri d’avorio. Leggere Il taglio aiuta ad avere un’ulteriore chiave di lettura dell’esito del referendum del 23 giugno 2016: il “leave” altro non è stato che una maniera gentile di dire “Ne abbiamo le tasche piene”.



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