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Il terzo giorno

Da anni Colasette è il primo cliente di Giulia, al mattino. Arriva quando di solito lei non ha ancora alzato le serrande. Oggi, mentre gli prepara il solito – togliendo però un po’ di pane, perché Colasette ha intenzione di trascorrere le giornate di festa pasquale in montagna- si lamenta per il tempo. Nella notte, in effetti, c’è stato un temporale violentissimo, tanto che è difficile ora pensare che il week end pasquale sia benedetto dal bel tempo. Quando Colasette esce dal negozio, Giulia segna l’importo della spesa sul registro. A fine mese poi presenterà il conto al commissario. Intanto, in un altro punto della città, Irene scende dall’auto, mentre il vento le butta addosso la pioggia. Appena entra in ufficio- lavora per i Servizi Sociali del Comune, occupazione che, per lei, equivale a redimere un passato alquanto scombussolato a causa di una famiglia sgangherata e, soprattutto, di un padre violento - il telefono squilla, lasciando presagire una giornata piuttosto movimentata. Risponde e riconosce all’istante la voce della signora Cantarella - abita nel palazzo in cui anche lei ha vissuto da bambina - che in preda a spavento e ansia le comunica che c’è un morto per le scale del condominio, un uomo con la testa rotta e le gambe all’aria che pare essersi portato appresso, nella caduta, un crocefisso grande quanto un essere umano. Aggiunge poi che il morto è Tore e a questo punto Irene sussulta: Tore era il suo fidanzatino quando entrambi erano poco più che adolescenti. Quando anche Valerio Colasette, poco prima delle otto, arriva sul luogo in cui pare ci sia una morte sospetta, si stupisce del fatto che al portone non ci sia la ressa che si era aspettato di trovare. La gente è ai balconi, certo, ma nessuno ostacola il lavoro degli infermieri dell’ambulanza, prontamente accorsa. Qualcuno informa Colasette che i morti in realtà sono tre, tra il terzo e quarto piano. Anzi, ad essere sinceri, sono due, perché un terzo uomo è sì molto grave, ma è ancora vivo…

Un intreccio di storie e di vite, un giallo che nasconde in realtà molto di più: rancori, segreti, solitudini, mentalità e comportamenti bigotti, l’immagine di un intero paese che diventa specchio dell’Italia tutta. La penna ironica e incisiva di Paolo Nelli introduce la figura di un commissario, Valerio Colasette, piuttosto sfaccettata e complessa. Colasette è un uomo del sud trapiantato in un piccolo paese lombardo; è un personaggio ruvido e insofferente alle regole; è costantemente assillato da mille dubbi sia dal punto di vista lavorativo che esistenziale; ha una lettera di dimissioni pronta da dieci anni ma mai presentata e si trascina in un rapporto stanco e poco significativo con una ragazza parecchio più giovane di lui. È fondamentalmente un pessimista, ma ha un grande dono: sa entrare nell’animo delle persone e sa leggerne anche i più nascosti risvolti. Quando, il venerdì di Pasqua, il suo paese viene sconvolto dal ritrovamento di due cadaveri e di una terza persona gravemente ferita, il commissario sceglie, come al solito a dispetto di ogni regola, di avvalersi della collaborazione di tre giovani ispettori - tra cui l’agente Maddalena Bercalli che lo attrae molto più della fidanzata - e comincia un’indagine complessa e dai tratti inquietanti, nella quale bene e male appaiono continuamente in equilibrio precario, un’indagine in cui vittime e carnefici paiono assumere l’uno il ruolo dell’altra, in un gioco pericoloso per uscire vincenti dal quale occorre ribaltare ogni schema e scavare nel fondo delle coscienze per stanare i conflitti irrisolti che lì albergano. Colasette lotta per scoprire la verità, ma ciò che per lui conta soprattutto è che certi atteggiamenti sempre più frequenti nella società - il qualunquismo, l’indifferenza, l’abuso, il plagio - non finiscano per essere vissuti come normalità, ma creino indignazione e disapprovazione e alimentino, allo stesso tempo, la fame di giustizia e verità di cui il mondo in questo momento ha tanto bisogno. Con una prosa ricca e una padronanza stilistica accurata, Nelli fa dono al lettore di una storia appassionante e densa di significati e accende il desiderio che questa indagine di Colasette sia la prima di una lunga serie a venire.