Il tuo sguardo nero

Il tuo sguardo nero

2006, Lione. Charles Saint-Denis si aggiudica, a un’asta, un libro di Pierre Louys: La femme et le Pantin, nella tiratura del 1937 per la Bonne Compagnie, con illustrazioni di donne discinte. Charles è accompagnato da Gabrielle, un’annunciatrice tv, figlia di una libraia – che, però, per presa di posizione, non legge mai libri. L’uomo le racconta della fama equivoca che circonda Pierre Louys, autore, in segreto, di letteratura erotica. Charles è sposato con una donna bellissima. Gabrielle è invece libera, ma corteggiata da un certo Paul Gaudens. Diventano amanti. Poi lui, un giorno, sparisce... Alla sua morte, nel 1925, Pierre Louys aveva lasciato una grossa eredità, per lo più fatta di carte, di testi, di appunti. Tutti perfettamente catalogati. Ricostruirne l’esistenza, tassello dopo tassello, non appare dunque un’impresa impossibile. Figura speciale, complementare, per Pierre è stata, tra le tante, Marie de Régnier (nota al grande pubblico con lo pseudonimo maschile di Gérard d’Houville). Entrambi talentuosi, hanno segnato la storia letteraria francese; sono stati amanti clandestini e molto di più. Dalle carte, dai diari, emerge la forza d’un legame travolgente, vorticoso e lacerante. “E poi c’è la dimensione erotica intima della lettura. Solo gli sprovveduti possono trovare che ubriacarsi in discoteca sia cosa più erotica che condividere una lettura”. La pagina di un diario, di un romanzo, può essere intima almeno quanto una fotografia, se non di più...

Francesco Maria Colombo – noto al grande pubblico per essere direttore d’orchestra, critico musicale, fotografo, conduttore televisivo – con Il tuo sguardo nero è al suo esordio come romanziere. La Francia di fine Ottocento (la Parigi di Proust, Gide e Valéry), con le sue perversioni e le sue passioni, si fonde e si confonde, nel romanzo, con l’oggi di noialtri, con il vivere dell’autore stesso. In primo piano è il tema dell’immagine, della fotografia come sguardo che scava, che sonda, che è l’irrompere di un io in un altro essere. È lo sguardo che sceglie una prospettiva, descritto e carezzato mediante il nascere d’una parola. L’immagine nuda – spoglia degli inutili contorni –, così, non diventa poi solo un ricordo, ma è molto di più, è: “L’apparizione unica di una lontananza”. Un’emozione che ritorna, come un’onda sulla battigia. Nella clessidra d’oro della vita, qualche granello si spegne, perde di lucidità e qualcuno permane nel tempo, oltre il tempo che, veloce, corre. Qualcosa resta. Come un dolore, un sentimento puro; come quello sguardo nero che mai conosce eguali.



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