Il volo della libellula

Il volo della libellula

Si ripropone di leggere quanto prima qualcosa in merito alla sempiterna gentilezza dei giapponesi, che sorridono in ogni situazione, anche la più complessa, senza perdere mai la calma, tanto che non si capacita per nulla di come facciano: la borsista appena arrivata è un esempio e una conferma di questo assioma per Amélie, che invece combatte con un malessere che l’ha colta di sorpresa mentre è immersa nelle tele e nei frammenti di pittura. Non vede l’ora di tornarsene a casa a guardare il solito dvd motivazionale che promette di renderla nuovamente padrona delle proprie emozioni. Si è ormai convinta che infatti i colleghi abbiano ormai radicata in sé l’impressione che non sia altro che la classica snob parigina tratteggiata dai luoghi comuni più triti che detesta e disprezza tutto e tutti: non sanno che in realtà rifiuta gli inviti perché fa fatica anche solo a cambiare marciapiede...

Maria Lidia Petrulli è nata a Roma, si è laureata nel 1985 a Cagliari in medicina e chirurgia e nel capoluogo sardo ha anche conseguito sei anni dopo la specializzazione in psichiatria: medico psicoterapeuta, scrive bene, in modo chiaro, lineare, limpido, preciso e puntuale, ha inventiva, costruisce una trama solida e soprattutto sa di cosa parla. L’ipocondria e gli attacchi di panico sono infatti disturbi seri, gravi e invalidanti, che possono mettere a rischio in maniera decisiva la stabilità esistenziale, e sono centrali nella struttura di questa sua nuova prova letteraria – la produzione è ampia, varia e insignita di diversi riconoscimenti – che parla di Amélie, che fa restauri e ha molto talento ma che, nel momento in cui la vita le pone sul percorso professionale, quello che da sempre le ha dato le maggiori soddisfazioni e la più grande sicurezza, un ostacolo arduo a superarsi, vacilla e teme di crollare. Vive a Firenze e riesce a uscire di casa solo facendo sempre la stessa strada fra casa e lavoro, l’unica che ha cuore di percorrere. Nonostante questo la sua parabola si intreccia con quella di un avvocato frustrato e della sua fidanzata, altrettanto insoddisfatta e per giunta piena di paure, andando a comporre un intreccio simbolico che dipinge la fragilità umana in ogni sua sfumatura.



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