Il vulcano che pensa

Paesaggio, pensiero, stratificazione di tracce. Etna, lupino selvatico e ginestra, eroi mitologici e diavoli della controriforma. “Orografia estremamente cangiante” di un (non)luogo in perenne mutazione. Tracce di cinema. Straub-Huillet. Tracce di Empedocle che in quel vulcano si uccide. Dell'immaginazione poetica di Hölderlin. Mostruoso, locus horridus, fuoco della gehenna. Quella che per Santo Calì “evi lu infernu”. Etna che vive attraverso ogni siciliano, e insieme all'acqua, alla grandine e alla neve cade anche la rina, la cenere. Etna/territorio si espande nella rete del comico e del tragico insito nell'anima del siciliano, il chiuso e l'aperto dello spazio intorno, collere antigovernative, disperati furori e altrettante sottomissioni. Tragico e idillico i poli isolani. “Impasto di contraddizioni”, il siciliano e l'Etna, fucina di ispirazioni letterarie, dal ciclo bretone ai demoni pasoliniani. E proprio lui, Pasolini, avrebbe voluto vivere e morire in Sicilia, non di pace, ma di gioia. Ancora, Empedocle sull'Etna. E poi Angelo Scandurra, “eracliteo” poeta editore di Il Girasole, di carta antica e consistenza grumosa: radici profonde nel comune di Valverde, curiosità instancabile per ogni aspetto della vita, artefice d'un intenso movimento letterario/musicale. L'Etna delle donne, delle viaggiatrici, delle sorelle Brönte e di Horatio Nelson, terra di ricamatrici e di sante, terra di streghe…

Un luogo in cui accadere. L'insieme di azioni umane. Il palpitare profondo di un luogo. Ecco il punto focale della collana Topografie dell'anima che Fulvia Toscano (tra l'altro direttore artistico dei festival Naxoslegge e Nostos, festival del viaggio e dei viaggiatori), cura per la casa editrice Historica. Qui, in collaborazione con Andrea Giuseppe Cerra, siciliano di Linguaglossa, si parte con “a muntagna”, “il catasto magico”, l'Etna, tramite fili di cinema, di letteratura e di nodi storici cruciali alla ricerca del genius loci, o del pensare etneo, o voce del Vulcano che “parla, respira, pensa”. Nel corpus di saggi presenti ricorrono Sciascia e Santo Calì, Pasolini, Vitaliano Brancati e il suo legame con Zafferana Etnea, Ercole Patti e Trecastagni, Don Puddu da Nivi e Fornazzo, e la figura cinquecentesca di Antonio Filoteo Omodei. Forza interiore, tumulti che ben ribollono tra le righe e le emozioni degli studi raccolti, come quel connubio di malinconica apatia e solare seduzione che Rosario Castelli evoca per il teatro di Nino Martoglio, comico e tragico, vitale e oltretomba variati e declinati sulle linee di un volto, quello dell'attore Angelo Musco. Eclatante vitalità, ebbe a scrivere Sciascia, ma anche quel “margine di intraducibilità che si restringe e scompare”.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER