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Incontri

Incontri
Nelle pieghe di un anonimo palazzo vive un gatto: piccolo, grigio, comparso all’improvviso un giorno di sua spontanea (e inscrutabile) volontà e lì rimasto, tra un piano e l’altro. È salendo scale e svoltando angoli che D. fa la sua conoscenza: durante incontri silenziosi e ballerini, in cui gli occhi dell'animale, ardenti e straordinariamente gialli, si socchiudono fino a diventare una misteriosa linea sottile. L’incontro di C., invece, avviene ogni sera, dopo l’ufficio, nell’ora in cui la luce brillante della giornata scolora fino a diventar quasi neutra: è l'appuntamento con la piazza dove, nella gelateria sotto i portici, vicino all’edicola e alle locandine del vecchio cinema, si ritrova con gli amici di sempre. Quello tra Katina e Luis, invece, avviene d’estate, al mare, nel tempo sospeso delle vacanze estive: il ritmico sciabordio delle onde cadenza il trascorrere dei giorni e la nascita di un amore acerbo, nell’attesa che la spiaggia si riempia delle voci degli amici e di distanze incolmabili…
L’amore, l’erotismo, la morte, la pazzia, l’identità: sono questi i temi ricorrenti, perfino ossessivi, della monumentale opera di Juan García Ponce, considerato in patria (il Messico) un classico contemporaneo e quasi del tutto sconosciuto in Europa. Questi Incontri denotano il carattere intimista della sua produzione narrativa, che seppur ambientata all’aria aperta, sul palcoscenico di una piazza o sulla riva del mare, di sé dà una riflessiva immagine privata: quasi tutto si svolgesse dentro il personaggio, nella mente o nel segreto di un cuore affannato. Questi tre brevi racconti, accomunati da un’incredibile esattezza stilistica e formale, assomigliano a istantanee in cui le vicende “scorrono”, tuttavia, in immagini nette, vivide: da spettatore attento e neutrale, García Ponce osserva le storie nel momento della massima fioritura, cercando di coglierne sfumature e accenti. Come se dai singoli incontri, con un gatto, una spiaggia, una piazza, si riuscisse a determinare le sempre diverse ma sempre destabilizzanti crepe nell’animo umano.