Incontro in Egitto

Incontro in Egitto

Scrivere la storia del mondo è la più grande ambizione di Claudia Hampton, ormai allo scadere dei suoi giorni. Qualcuno direbbe che è presunzione. Ma Claudia è decisa a dare vita ad un racconto eclettico ed originale come lei, affatto lineare e assolutamente non retorico. Un racconto che parta dal suo personale punto di vista, dalle sue esperienze. Qualcuno la accuserebbe di essere egocentrica, così come da piccola la consideravano una bambina difficile, “impossibile”. Il suo brodo primordiale è il tempo trascorso con il fratello Gordon, tra arrampicate e bisticci, sempre in competizione. Anche da adulti. La sua storia si accavalla e si mescola ad altre storie: Claudia decide di dare voce anche a loro, partendo dalla Mamma, chiusa nel suo mondo dopo la morte del Papà per un tumore, lontana dalla Storia per scelta. E poi c’è Jasper, compagno e padre di sua figlia Lisa. Un rapporto turbolento ma appassionato e dalle mille forme, tante quante le sfaccettature delle loro personalità. Lisa nasce quando Claudia ha trentotto anni ed è nel pieno del suo successo come storica, nota per il suo approccio polemico e sopra le righe, refrattaria a qualunque imposizione. Esattamente come a scuola: troppe domande, troppe curiosità e poca disciplina. I ricordi si affacciano numerosi ma non sempre, adesso, Claudia riesce a trovare le parole...

Il racconto della degenza in ospedale intervalla la narrazione e dà alla storia una cornice temporale di riferimento, nella quale si sviluppano, attraverso i ricordi, le altre storie. Claudia racconta, si racconta e commenta. Mescola fatti a riflessioni e giudizi, cronaca a valutazioni e commenti. La scrittura di Penelope Lively, nata al Cairo e inglese d’adozione, è lenta e profonda ma non stanca il lettore. Il ritmo della lettura è dato dall’alternarsi delle voci dei diversi personaggi, dei diversi punti di vista, delle differenti prospettive che tessono una storia intensa e caleidoscopica: la narrazione passa da un racconto in prima persona che coinvolge ed appassiona, all’utilizzo della terza persona che permette un’efficace descrizione dei personaggi attraverso una interessante profondità psicologica. Il plot si srotola (e a tratti si aggroviglia) andando indietro nel tempo (il riferimento è il secolo appena passato) e nello spazio, dall’Inghilterra all’Egitto, dove Claudia incontra Tom, l’amore della sua vita, durante la seconda guerra mondiale. Il nucleo centrale della sua storia è tutto qui e da qui la scelta del titolo del romanzo che nel 1987, appena pubblicato, vince il Booker Prize. Ironico e scoppiettante, a tratti irriverente e mai banale, Incontro in Egitto si rivela un romanzo originale. Come la storia della sua intrigante protagonista.



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