Indiana libera tutti

Indiana libera tutti

Indiana Mannucci, nata a Piombino l’11 luglio 1982, è una ragazzina di 12 anni con una grandissima passione per il cinema, horror e d’autore, per i romanzi e per il calcio. La madre, Lorella Pacini, casalinga, ha provato a iscriverla a danza classica, nonostante il desiderio della figlia di far parte di una squadra di calcio femminile, concedendo infine a Indiana di iscriversi a un corso di pallavolo; il padre, Paolo Mannucci, in precedenza operaio presso uno stabilimento siderurgico non lontano da casa, ormai rassegnato alla cassa integrazione, trascorre la maggior parte del tempo in poltrona, cambiando canale ogni venti secondi e prestando poco interesse alla vita familiare. Nel corso del 1994, Indiana vive numerose esperienze, compatibili con la sua età, i primi incontri e i nuovi amici con cui divertirsi, tra cui Stefano, un ragazzo arrivato nella sua classe durante il corso dell’anno scolastico, nuovi interessi e passioni, i giri in bicicletta al porto e il rapporto personale e diretto con il mare, le festività e le vacanze estive dai nonni a Scarlino Scalo, che trascorre nell’orto con il nonno e tirando rigori nel campo da calcio della squadra del paese...

Libro d’esordio per Francesca Lenzi, che l’ha scritto all’inizio del 2020 durante il primo lockdown. Indiana è una dodicenne malinconica e profonda, con un nome originale, voluto dalla madre dopo aver visto Harrison Ford nei panni di Indiana Jones, nome che di certo non aiuta un’adolescente nelle relazioni sociali. È una ragazzina che si sente sola e diversa rispetto ai suoi coetanei, in taciturna solitudine, molto introspettiva e allo stesso tempo con una grande paura di mostrare qualsiasi sentimento, che si fa moltissime domande e con la curiosità e la voglia di approfondire le sue passioni, soprattutto il cinema, i romanzi e i fumetti, che scopre grazie all’amico Stefano, per molti versi simile a lei. Quasi all’opposto i genitori, che sembrano stereotipati e imprigionati all’interno del proprio ruolo, costanti e senza evoluzione dall’inizio alla fine, una madre che pare guardare solo alle apparenze e un padre disinteressato e apatico nei confronti della vita, della famiglia e del lavoro. In mezzo a questo contrasto, tra bianco e nero, si collocano i nonni paterni, che riescono a comunicare con Indiana come solo i nonni riescono a fare. All’inizio di ogni capitolo, un disegno “cinematografico” dell’autrice, in qualche modo collegato a quella che sarà la vicenda narrata.



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