Insolito e crudele

Quando Kay Scarpetta torna a casa dal lavoro fuori è già buio, così come era ancora buio quando è uscita di casa per recarsi al lavoro, la mattina. Accende il camino, riordina le bollette da pagare e scrive qualche biglietto d’auguri natalizio, poi, verso le dieci, squilla il telefono. Si tratta del detective Joe Trent, della contea di Henrico, che ha bisogno del suo aiuto. Qualche ora prima un ragazzo bianco di tredici anni è stato adescato all’uscita di un negozio del Northside; gli hanno sparato in testa, non è morto ma non si sa se riuscirà a cavarsela. Visto che non c’è di mezzo un morto - o almeno non ancora - non è certo un caso di competenza di Kay, capo dell’ufficio di medicina legale della Virginia. Tuttavia, il ragazzo presenta delle ferite davvero strane e Trent ha bisogno dell’aiuto e dell’esperienza della dottoressa Scarpetta per cercare di capire come possa essersele procurate. Mancano interi brandelli di carne all’interno della coscia destra, verso l’inguine, e intorno alla spalla destra. Sembra siano stati asportati e lungo i margini delle ferite compaiono graffi e strane incisioni. Kay si accorda con Trent per recarsi al pronto soccorso il mattino seguente alle otto, poi chiude la conversazione telefonica, spegne la TV e qualche minuto dopo è già in auto, diretta verso est. Si sente malinconica ed appannata. Kay odia le esecuzioni capitali ed odia dover aspettare la morte di qualcuno per poi inciderne con il bisturi le carni ancora calde. Dovrà occuparsi dell’autopsia di Ronnie Joe Waddel, che sta per salire sulla sedia elettrica. Waddel è racchiuso nel braccio della morte da nove anni, condannato per aver ucciso in modo raccapricciante, il quattro settembre di dieci anni prima, Robyn Naismith, annunciatrice televisiva di Channel 8, il cui corpo venne ritrovato, nudo e straziato, nel salotto della propria abitazione, appoggiato contro il televisore. Un’impronta di sangue rilevata sull’armadietto dei medicinali, identificata poi come appartenente a Waddel, aveva permesso la sua cattura e conseguente condanna. Ed ora il tempo di Ronnie Joe Waddel sta per scadere…

Alta poco più di un metro e sessanta e di origine italiana, bionda, occhi azzurri, un filo di trucco, elegante e precisa, Kay Scarpetta è una delle anatomopatologhe forensi più famose della letteratura thriller. Uscita dalla penna della scrittrice statunitense Patricia Cornwell, si deve occupare - in questo quarto romanzo della serie che la vede come protagonista - dell’autopsia di un feroce assassino, Ronnie Joe Waddel, appena giustiziato. La sua storia si intreccia fin da subito con l’uccisione di un tredicenne sul quale l’omicida ha infierito con una modalità che ricorda troppo da vicino il modus operandi di Waddel che tuttavia, fino a prova contraria, giace cadavere sul tavolo anatomico dell’obitorio. C’è quindi qualcosa che non quadra, l’intera situazione appare fin da subito piuttosto intricata e mille interrogativi assillano Kay, che realizza di non potersi fidare neppure della squadra che la assiste in obitorio: il suo vice Fielding, l’assistente di sala Susan, l’amministratore Ben Stevens. Quando poi finisce per risultare il principale indiziato, sa di poter contare, come al solito, solo su Pete Marino - amico fidato ed agente dell’investigativa di Richmond, uomo piuttosto trascurato, fumatore incallito e perennemente arrabbiato per qualcosa - oltre che su Benton Wesley - agente speciale dell’FBI nonché capo dell’Unità di scienze comportamentali di Quantico ed elaboratore esperto di profili psicologici relativi a esecutori di crimini violenti. Anche Lucy, l’adorata nipote che è ormai diventata una giovane donna bellissima ed atletica, potrà mettere a disposizione della zia - che, cosa alquanto inusuale per una donna tutta d’un pezzo come lei, sta vivendo un periodo di estrema fragilità legata alla morte dell’ex fidanzato Mark - le sue vastissime conoscenze e capacità informatiche ed aiutarla ad orientarsi in un crescendo di tensione e a dipanare una matassa aggrovigliata e contorta nella quale tuttavia il lettore riesce ad orientarsi grazie all’accuratezza dei dettagli, relativi al campo informatico, medico e legale, cui l’autrice ricorre con estrema intelligenza ed acume. L’abilità della Cornwell sta anche nell’essere riuscita, una volta ancora, a dare vita ad un personaggio attento e scrupoloso, una professionista ed una donna dalle mille risorse che affronta vessazioni e macchinazioni nei suoi confronti con una sicurezza ed un sangue freddo tali da renderla una figura pressoché infallibile. Una vera dura, che spesso si piega ma che non si spezza mai.

 


 

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