Inverno

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Sophia si sveglia. È la vigilia di Natale. Non lo ha dimenticato. Aprendo gli occhi vede una testa – sì una testa – fluttuare su di lei. Non ne ha paura. Sono quattro giorni che la vede. A volte le sorride e le parla. Pensa che potrebbe portarla a fare una passeggiata, magari le piacerebbe vedere Londra. Potrebbe piacere Londra ad una testa che fluttua? Le potrebbe interessare la Tate Modern o la National Gallery? Sophia decide che è meglio restare a casa. La testa le fa compagnia. E intanto stanno arrivando suo figlio Art e la sua fidanzata Charlotte e la zia Iris. Sarà strano averli in casa, nel cuore della Cornovaglia, per qualche giorno. Art vive a Londra. Sa che deve andare con Charlotte da sua madre per il Natale. Eppure non sa che fare. Non ne ha tanta voglia soprattutto perché lui e Charlotte hanno definitivamente rotto. Ma… come fare a dirlo a Sophia? Non ha voglia di ascoltare le sue opinioni, non ha voglia di sentirsi sbagliato. E… se ingaggiasse qualcuno che interpreti Charlotte? Potrebbe essere una soluzione, eviterebbe ulteriori situazioni complicate durante il Natale – che è già di per se sempre complicato. Tramite un sito web Art contatta Lux, una ventenne che ha bisogno di lavorare: sarà lei Charlotte. Poco importa se Lux non è tanto istruita, ci sarà poco tempo e Art si prenderà cura di lei in modo da evitare che sua madre si accorga che c’è qualcosa che non va. È Natale, si può fingere e mantenere intatte le apparenze…

Inverno è il secondo volume della quadrilogia che Ali Smith ha scritto ispirandosi alle stagioni. La scrittrice scozzese, classe 1967, si cimenta con una storia complessa e dire quasi “visionaria”. A fare da sfondo c’è il Natale, o meglio: la classica riunione di una famiglia durante le festività natalizie. E questo, si sa, è già in genere un momento in cui tensioni, incomprensioni, idiosincrasie familiari sono pronte ad esplodere. In Cornovaglia è freddo, molto più che a Londra. Art, Sophia, Lux/Charlotte e la zia Iris, sono anime perse. Ognuno insegue qualcosa di inafferrabile, di impalpabile: sono tristi. Art ossessionato dai social, Lux in cerca di una vita diversa da quella che ha, Sophia che chiacchiera amabilmente con una testa fluttuante che vede lei sola. Ali Smith scrive un romanzo con una trama intricata e complessa, piena di voli pindarici e di lunghi flussi di coscienza dei personaggi. Si fatica un po’ a starle dietro e a non perdere la bussola della storia. A volte il lettore è smarrito: troppi input, troppi argomenti trattati magari con estrema sintesi e che ci fanno perdere di vista il focus. La scrittura è ipnotica. Si potrebbe prendere ogni singola pagina di Inverno e considerarla un lavoro a se stante ma ovviamente trattandosi di un romanzo tutto si complica. Rispetto ad Autunno, Inverno è meno immediato, più cerebrale, forse più lirico. Aspettiamo con ansia gli altri due volumi perché Ali Smith è una scrittrice che si fa sempre leggere con piacere e entusiasmo.



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