Salta al contenuto principale

Invisibile

Invisibile

Se un tatuaggio sulla schiena normalmente fa male, sulla sua schiena farà male ancora di più. Per via delle cicatrici. Ormai sono cresciute insieme a lei, ma parlano di una bambina che ha conosciuto l’inferno. A coprire quei segni, ci sarà un dragone. È sicura di volerlo? È sicura. Il ragazzo si risveglia in un letto, l’orologio sulla parete che ha di fronte segna le due e quattordici minuti. Non riesce a dormire più di tre o quattro ore di fila, ma il dolore è tollerabile adesso e la cosa più importante di tutte è che le persono lo vedono. Dal giorno dell’incidente non può più essere invisibile, forse perché i poteri vanno e vengono, dopo un forte colpo. Nella stessa stanza c’è una donna, che dal giorno dell’incidente si è chiesta quando ha smesso di accorgersi di suo figlio. C’è anche uno strano tipo con nove dita e mezzo, il pezzo che manca lo ha perso in una rissa, e si è propensi a credergli perché non sembra essere uno che scherza. Neanche il ragazzo ex invisibile scherza, quando dice di no. E non scherza neppure quando parla di mostri, quando sostiene che può anticipare i movimenti delle altre persone e vedere perfettamente nell’oscurità; corre così veloce che la gente sente solo l’aria che si sposta. È riuscito a diventare invisibile dopo molto allenamento, e questo anche la psicologa dovrebbe saperlo, lo avrà appreso dai notiziari...

È una storia di bullismo in piena regola, quella che scrive Eloy Moreno, uno dei più noti scrittori spagnoli contemporanei dopo la fortunata autopubblicazione di El bolìgrafo de gel verde, Ricomincio da te in italiano, divenuto poi un caso editoriale internazionale. È la storia di un crescente accanimento, che si fa sempre più violento e persecutorio, ai danni di un ragazzo che non riesce a uscire dalla sua situazione di vittima perché non sa come fare. Sa come ci si comporta bene, perciò è senza strumenti di fronte alla violenza. Attorno a loro ci sono i genitori, gli amici, i passanti. E una professoressa con un dragone tatuato sulla schiena. Come si fa a intervenire, aiutare, proteggere? Intanto il protagonista sceglie l’invisibilità, l’annientamento, perché soltanto così riesce a schivare i colpi. E del ragazzo che era – circondato dagli amici e da una famiglia amorevole, ottimi voti a scuola – non resta più nulla. La trama porta il lettore di luogo in luogo, da un personaggio all’altro, cambiando punto di vista e linguaggio, voce, età. L’autore fornisce anche il punto di vista del bullo, interessante per comprendere meglio questo fenomeno complesso, e in questo modo, nella vita reale, individuare strategie di prevenzione e difesa. Una lettura tesa, densa, dal battito veloce. Piacerà ai ragazzini che cercano la verità nei libri; sarà utile agli adulti che si trovino a fare i conti con una forma di disagio sociale sempre più diffusa.