Isarà: intorno a mio padre

Isarà: intorno a mio padre
Isarà era stata edificata su di un suolo inclemente, incastonata lungo i fianchi delle colline a terrazze di laterite rossa ed esposta a possibili incursioni nemiche provenienti dalle valli boschive circostanti. Durante il normale periodo dell’anno la città viveva come sospesa in un’atmosfera oziosa e indifferente e adagiata in un languore imperturbabile. Per poi tornare improvvisamente ad animarsi durante le festività di Capodanno e di Pasqua, oppure in occasione di cerimonie religiose o di eventi pubblici. Circostanze in cui gli ex-Ilés, un ristretto e fervente gruppo di intellettuali di cui faceva parte il padre Pa Soditan - tornavano regolarmente a ritrovarsi nell’ambiente natale da cui erano emigrati intorno agli anni Trenta. E qui confrontavano le proprie esperienze di vita maturate altrove, costellate ora da successi ora da ideali mancati. Ma soprattutto riandavano con la memoria alla bellezza e alla sacralità di un tempo che il susseguirsi di eventi aveva spazzato via, polverizzando l’insieme dei sogni, delle illusioni e dei progetti di un’intera generazione di uomini. Uomini a cui ormai non restava che specchiarsi in una società, nella quale la mancata elaborazione di contrasti inconciliabili si allungava dal passato verso le epoche successive insidiandole...
Wole Soyinka – scrittore, poeta, saggista e drammaturgo nato nel 1934 ad Abeokuta, in Nigeria - è uno degli autori più noti dell’Africa. E a dare rilievo internazionale alla sua opera nonché alla sua biografia ha contribuito non poco il Premio Nobel per la Letteratura conferitogli nel 1986. L’originalità riconosciuta di Wole Soyinka investe sia la maturità linguistica, sia i suoi ritmi narrativi, riscontrabili a fondo in questo riconosciuto capolavoro del 1989, che in Italia viene proposto nel 1996. Si tratta del suo secondo volume di memorie dopo AKé, un libro nel quale emerge con forza particolare un percorso intellettuale ed esistenziale assai complesso e, tuttavia, caratteristico della realtà nigeriana: contraddizioni tra riti etnici e culto cristiano, tra magia e storia, ma anche inconciliabili contrasti di potere con le forze di occupazione coloniali e una straordinaria ricchezza intellettuale. Questo romanzo, nato da un mannello di lettere e dalle pagine consunte di vecchi diari appartenuti al padre dell’autore, si apre a più voci, a più vicende e a narrazioni molteplici, rievocando la memoria storica e culturale di un paese segnato dall’irreversibilità della grande storia e dalla mutevole trama delle vicende intime e private, in cui tradizione e vissuto si fondono senza soluzione di continuità. Le pagine di Wole Soyinka, pur rispondendo a un progetto narrativo complesso, non nascono mai dall’impulso a inventare, bensì da un insopprimibile desiderio di misurare la forza dell’identità con il filo della sua contraddittorietà.

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