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Kay Scarpetta

Martedì 1° gennaio, giorno di Capodanno. Kay è in istituto, al lavoro. Sta analizzando un cadavere e non ha bisogno di eseguire un esame tossicologico per capire che il suo paziente ha bevuto molto prima di spararsi, premendo il grilletto del fucile con l’alluce. Nell’attimo in cui Kay lo ha aperto, è stata investita dall’odore putrido dell’alcool semi digerito. Accanto a lei, il suo vice Jack Fielding sta sollevando in blocco gli organi interni dalla cavità toracica di una studentessa universitaria, rapinata ed uccisa davanti ad un bancomat. Jack è sconvolto: la vittima ha la stessa età di sua figlia e le due ragazze hanno in comune anche la passione per l’atletica ed il fatto di essere iscritte al primo anno di medicina. Il telefono squilla e Bryce, giovane segretario amministrativo di Kay, solleva la cornetta e risponde. È Benton, il marito della dottoressa Scarpetta, che la sera prima è dovuto partire con urgenza per New York e che ora le comunica che c’è un problema e Jaime Berger, procuratore di New York, vuole che lei li raggiunga appena possibile in città. La sera precedente, molto tardi, nel reparto di psichiatria forense del Bellevue Hospital Center, è stato ricoverato un uomo, Oscar Bane, affetto da nanismo, che ha fin da subito fatto presente che l’unica persona da cui si sarebbe lasciato fare una valutazione psicologica è Benton Wesley, mentre l’unico dottore da cui si sarebbe fatto visitare a fondo è Kay Scarpetta. Bane crede nella dottoressa Scarpetta e nel suo lavoro e pensa sia l’unica persona in grado di scagionarlo dall’accusa - sa bene di essere l’indiziato numero uno - di aver ucciso la fidanzata Terri Bridges. Anche Pete Marino, che a causa di un increscioso episodio ha spezzato il lungo legame d’amicizia con Kay Scarpetta e si è trasferito ad Harlem, sta indagando sull’omicidio di Terri. Marino è innervosito dal fatto che Oscar Bane abbia richiesto specificamente la presenza di Kay, perché ciò significa che si interessa a lei più del dovuto…

Patricia Cornwell ha deciso di intitolare il sedicesimo romanzo della serie che ha per protagonista una delle anatomopatologhe più famose della letteratura mondiale utilizzando semplicemente nome e cognome della sua creatura (in inglese solo il cognome, Scarpetta). Sono trascorsi venti anni dalla prima apparizione di Kay e sono stati anni ricchi di sfide, incubi ed indagini serrate. Ora la dottoressa è diventata moglie di Benton, storico psicologo criminale che spesso l’ha affiancata durante la sua caccia a spietati serial killer; la nipote Lucy è diventata esperta di computer e di informatica, mentre i rapporti con Pete Marino, l’investigatore amico di una vita, si sono interrotti ma l’incolumità di Kay rimane un must nella vita di Pete. La scena, in questa nuova indagine, si sposta a New York, dove Kay deve capire cosa può essere accaduto al giovane Oscar, le cui ferite raccontano una storia ben diversa da quella sbandierata dal ragazzo, ritenuto un pericoloso omicida e convinto invece di essere la prossima vittima designata. In un crescendo di colpi di scena durante i quali la squadra investigativa di sempre torna al completo, le indagini battono le strade della città e quelle di Internet e consentono a Kay di realizzare che in realtà l’assassino le è sempre stato accanto, ben più vicino di quanto pensasse. Un intrigo tipico della migliore Cornwell che, in salita rispetto agli standard un po’ fiacchi dei tre o quattro libri precedenti, torna a raccontare l’oscurità dell’essere umano e lo fa con una scrittura incalzante e coinvolgente. L’autrice offre al lettore una storia in cui l’evoluzione psicologica dei personaggi principali e l’ambientazione sociologica sono molto ben curati ed analizzati; una storia in cui, benché le scene di azione vera e propria siano confinate solo nell’ultima parte del racconto, le vicende scorrono rapide e l’adrenalina è a mille dalla prima all’ultima pagina.