Kolja

Marcello ha pulito da cima a fondo la casa sul lido che un tempo divideva con Natalia. A breve, infatti, quelle stanze ospiteranno tre orfani ucraini, ogni fine settimana per circa due mesi. Le chiamano “vacanze di risanamento”: è Natalia che organizzato tutto, impegnandosi ad ospitare i bambini per la stagione, e all’ultimo momento ha deciso di coinvolgere anche Marcello. Sarà strano vivere di nuovo sotto lo stesso tetto, Marcello e Natalia non si vedono da quando si sono separati e ormai da un po’ l’uomo si chiede che piega abbia preso la sua vita. Si dedica ancora ai suoi studi accademici, eppure non avverte più la soddisfazione di un tempo, a volte stenta addirittura a ricordare perché abbia iniziato. I piccoli ospiti arrivano. La più grande si chiama Nataša, è esile e ha la “pelle di latte” tipica del suo paese. Come una piccola mamma si occupa degli altri due orfani, Katja e Kolja. Un bambino nervoso, quest’ultimo, biondo e mingherlino, con i tratti del viso irregolari. Natalia gli ha spiegato che sono orfani sociali e non effettivi, i loro genitori sono vivi ma non sono in grado di crescerli. Marcello non sa cosa aspettarsi da questa esperienza. Benedice però l’arrivo dei bambini, che ha riportato finalmente Natalia da lui…

Giulia Corsalini, docente e critica letteraria, ha esordito nel mondo della narrativa con il romanzo La lettrice di Čecov (nottetempo, 2018), che le è valso diversi premi letterari tra cui il Premio letterario internazionale Mondello. Con Kolja, sua seconda prova, l’autrice di Recanati porta in scena “una storia familiare” che nuovamente avvicina e osserva con lucidità le relazioni e le molte sfumature dei sentimenti. Sono in particolare due le famiglie che orbitano e si scontrano in Kolja. C’è il fantasma di una famiglia che non ha trovato il coraggio di essere fino in fondo, quella di Marcello e Natalia, che si è arresa alle insicurezze, a blandi e sterili tentativi di compromesso, ma che pure non si è mai lasciata veramente andare. Accanto a questa, un’altra possibilità di famiglia, che giunge insperata e inaspettata. Il rapporto con i tre orfani – distante dall’essere mera occasione di riavvicinamento tra due solitudini “intrappolate” in loro stesse come inizialmente il protagonista sembra sperare – spingerà Marcello a ripensare al suo rapporto con Natalia, a mettersi in discussione come uomo, marito, figlio. A sperimentare e desiderare, infine, una paternità atipica, una nuova e folgorante forma d’amore che farà “rifluire la vita” laddove sembrava immobile e irrecuperabile, riscrivendone le priorità. Un personaggio con cui non sempre è facile empatizzare, Marcello, voce narrante che filtra gli avvenimenti e li seziona con il suo piglio da filologo, che ricorda, analizza e a volte, consapevolmente, si “ragiona addosso”, ma che proprio per questo ben sa isolare e far risuonare le tappe del proprio percorso emotivo. Corposa e precisa la prosa della Corsalini, ricca di riferimenti letterari “alti” che incontrano la realtà e diventano faro e bussola dell’intimità di Marcello e Natalia. La narrazione di Kolja è una risacca pacata, spesso malinconica e nostalgica, che a volte risente di una certa lentezza ma che risulta comunque di grande intensità, sino alle toccanti pagine finali.



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