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L’altra donna

Elena e Pietro sono una coppia. Si amano, sono andati anche a vivere insieme da poco. Sembrerebbe l’inizio di una storia d’amore canonica, che comincia così, continua con matrimonio, casa, figli, e termina come capita spesso con divorzio, tradimenti, separazioni e, più raramente, vecchiaia insieme. Se non fosse che Pietro questa vita già l’ha vissuta con Maria, la sua prima moglie e ormai ex, la madre dei suoi tre figli. Ma questo è solo parte del problema. Elena e Pietro hanno trent’anni di differenza. Prima di innamorarsi Pietro era stato il professore di Elena e dopo la laurea l’invito a cena non aveva tardato ad arrivare. Adesso passano le serate - quando lui non è in viaggio per Bruxelles - bevendo caipirinha e facendo l’amore, Elena non ha bisogno di altro, vuole concentrarsi sul lavoro, non pensa al matrimonio o al fare figli ed è anche quello che Pietro cerca, un amore fine a se stesso, l’amore che già condividono, senza un grande impegno, senza dover per forza parlare della vita prima di questa. Elena in fondo non si è mai chiesta molto della donna che c’era prima, eppure quando viene a scoprire di essersi, per errore, confidata con la ex moglie di Pietro, avvicinatasi a lei tramite Facebook sotto il falso nome di Sara Trovato, si rende conto di chi è la sua rivale, la donna con cui condivide l’acqua d’un medesimo ruscello, il DNA di un uomo che è stato di entrambe e che forse non si è mai staccato da nessuna…

Dopo libri di successo come La bestia nel cuore o Stare soli, Cristina Comencini ritorna sulla scena letteraria con un romanzo intenso, una storia acuta e viscerale, un’analisi profonda sulla complessa dinamica delle relazioni. “Siamo catene di storie l’una dentro l’altra”, scrive infatti l’autrice, andando a costruire una visione dell’amore quanto più cruda, concreta possibile eppure ugualmente meravigliosa, intensa, travolgente, inaspettata, come era stato per Pietro l’amore con Maria. Ci è voluto tempo, per entrambi, a costruire un’altra identità, un’identità che non fosse in comune con l’altro. Elena è stata per tutti e due uno snodo fondamentale. Per Pietro una storia d’amore diversa, nuova, che l’ha allontanato dall’immagine di marito traditore che gli aveva affibbiato Maria, mentre per lei una conferma. Aveva bisogno di conoscerla per essere libera, per non essere più solo la moglie di Pietro. Attraverso una scrittura fluida, ma non per questo meno tagliente, L’altra donna si disvela pagina dopo pagina: un romanzo meraviglioso, intenso e struggente nella semplicità di una storia già sentita, un cliché, secondo Maria e in fondo anche secondo il lettore. Il professore di mezz’età, la studentessa, la ricerca d’una giovinezza perduta, di un’altra vita. Eppure questa stroia di cliché non ha nulla, non si limita ad una formula trita e ritrita, si compone anzi di frammenti d’esistenza così strettamente connessi da non poter essere più distinguibili. Le vite si mischiano e continuano a dipendere l’una dall’altra anche a distanza di anni, quando tutto è diverso, a distanza di gioie, errori, stratificati per generazioni.