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L’amico fedele

L’amico fedele

Cosa rimane a Karen dopo che lui ha messo fine alla sua vita? La loro ultima conversazione riguardava le donne cambogiane, rifugiate di guerra che, apparentemente senza motivo, avevano perso la vista. L’ultimo dialogo con lui quando era ancora in vita. Poi una mail con una lista di libri e gli auguri per il nuovo anno. Questo è tutto ciò che rimane di lui. Si erano conosciuti anni prima, lei studentessa di un corso di scrittura creativa, lui il suo professore. Quel corso le aveva aperto una vita di letteratura, di libri e riflessioni. Fra i due era nata una forte amicizia interrotta solo nel momento in cui lui è morto. Lei rimane a farsi tante domande a cui lui non potrà più dare risposte. Per elaborare il lutto dolorosissimo, Karen parla con lui (che rimane senza un nome), torna indietro a ricordare i primi passi della loro amicizia, lascia che il dolore si unisca alle riflessioni personali, a deduzioni. Con il sistema di una lunga lettera Karen parla al suo amico che si è tolto la vita saltando dal Golden Gate Bridge senza che lei ne abbia capito il motivo. Lui docente e scrittore, uomo desiderato da tutte che tutte hanno avuto, sposato tre volte, quando si uccide non lascia nemmeno un biglietto ma lascia invece proprio a lei in eredità Apollo, un alano di ottantacinque chili. Un cane che Karen si trova ad adottare suo malgrado, un cane che sembra anche lui nella fase di elaborazione del lutto del suo padrone che diventa però l’unico con il quale riesce ad affrontare il dolore…

Una riflessione sulla letteratura e sul suo valore, letteratura intesa come amica, confidente e fonte di nutrimento. L’autrice, scrittrice e insegnante di scrittura, ci consegna un romanzo pieno di citazioni letterarie ma anche libere associazioni, ricordi, libri letti e considerazioni personali sul suicidio, la mercificazione della scrittura, e su una certa aria snob da parte degli intellettuali di New York. Un romanzo che sembra una lunga lettera scritta a un uomo che è stato il suo insegnante, il suo mentore, anche il suo amante ma soprattutto amico e confidente. Un libro che parla delle varie forme di amore, incluso quello per la scrittura. L’autrice con L’amico fedele ha vinto il National Book Award, il più prestigioso premio letterario internazionale. Appena uscito negli Stati Uniti ha scalato le classifiche del “New York Times” ed è ora pubblicato in tutto il mondo. Per tutte le testate internazionali è il libro migliore dell’anno. Nel 2011 la scrittrice ha pubblicato Sempre Susan. A memoir of Susan Sontag, un libro dedicato a una delle più straordinarie figure intellettuali del Novecento americano, la scrittrice, pensatrice e attivista politica statunitense Susan Sontag. Un testo commovente nei toni di sincera gratitudine e affetto con cui l’autrice tratteggia una figura intellettualmente fondamentale per lei, ma ancora più importante sul piano umano. Le due donne si conobbero negli anni ’70, quando la Nunez aveva appena finito gli studi e la Sontag, da poco operata per un tumore, cercava un’assistente che l’aiutasse a gestire la corrispondenza, e assunse proprio lei che diventò col tempo una confidente, un’amica ma anche un’allieva che definì, anni dopo, quel periodo come il più importante per la sua formazione di scrittrice.