L’amore altrove

L’amore altrove

In un quartiere di Milano agli inizi degli anni ’90 Licia, una diciassettenne arrabbiata, si concede ai tanti uomini che, senza farsi scrupoli, se la vogliono portare a letto. Licia è ormai padrona del suo corpo, si dona a adulti e ragazzini perché per lei non ha nessuna importanza. Vive in quella casa di estrema periferia milanese insieme con Giada, la sorella minore, una massa di capelli rossi e ricci che sembra una nuvola infuocata, la mamma Amanda che canta sempre La locomotiva di Guccini ma che, grande e grossa com’è, non si sa difendere nemmeno dalla violenza del marito Luca, il quale aggirandosi nella stanza blocca il respiro a tutte e tre poiché trova sempre qualcosa che non gli piace. La mamma è strana, ogni tanto sparisce e quando ritorna porta con sé giocattoli rotti che ha intenzione di curare. Una donna enorme ma fragile che lascia in giro per la casa un forte odore di candeggina, che cerca di rimpicciolirsi ma a causa della sua goffaggine il marito, un uomo minuto e ridicolo, si accorge della sua esistenza e quando è sbronzo non c’è posto dove lei possa nascondersi. Inizia a picchiarla sulla schiena e non serve cercare di tenerlo fermo: anzi se non lo si considera, non avendo spettatori, si stanca presto. Licia lo infilzerebbe volentieri, lo lascerebbe in un posto dove non avrebbe più la possibilità di trovarle. Cresciuta in questo modo, sempre in apnea e continuamente attenta ai movimenti del padre, Licia veglia sulla sorella e cerca di proteggere la madre un po’ svagata che si è guadagnata il titolo di pazza da parte del vicinato…

Ma cosa c’è dietro alla facciata di famiglia normale? Con descrizioni precise e crude la Collu parla di violenza domestica e di abusi dove i carnefici sono terribili ma sono stati vittime anch’essi, in cui ognuno, in nome della sofferenza subita può trasformarsi in giustiziere. Un romanzo che non lascia niente da scoprire per la durezza delle descrizioni, un romanzo che non perdona, che indaga senza sconti l’animo umano. Una storia feroce e struggente, come può esserlo la vita, che non giudica ma indaga con enorme sensibilità e tatto nelle storie di facciata delle famiglie che nascondono a volte segreti terribili, sofferenze indicibili, rabbie inespresse e follia latente. L’amore altrove è un bisturi che taglia in modo chirurgico, svelandone le perversioni, la vita infernale dei protagonisti. L’autrice ha esordito nel 2009 con il romanzo Una bambina sbagliata, con il quale ha vinto il premio Berto opera prima.



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