L’angelo di Monaco

1931. Il commissario criminale della polizia cittadina Siegfried Sauer è seduto, come ogni mattina, ad un tavolo all’aperto della birreria più popolare situata nel mercato di Viktualienmarkt, il famoso mercato alimentare di Monaco, sotto il Vecchio Pietro. E come ogni mattina viene chiamato tenente dalla vecchia proprietaria, anche se da quando la Grande Guerra è finita tenente non lo è più. Helmut Forster, detto Mutti, commissario aggiunto della sezione Crimini violenti, si siede accanto a lui. Due personalità più diverse non potrebbero esistere: uno solitario, poco appetito, astemia, l’altro estroverso, gran bevitore e di buona forchetta, forse è proprio questo il successo della loro amicizia dentro e fuori dal lavoro. Dopo aver assistito ad un tentativo di brutale pestaggio da parte delle SA andato a vuoto grazie all’aiuto prestato dalla folla al malcapitato, i due poliziotti si recano alla centrale dove il capo, il direttore Zavi Tenner, li spedisce ad indagare sul ritrovamento di un cadavere, quello di una giovane ragazza morta in circostanze sospette. Quando Tenner rivela l’indirizzo e concede solo otto ore per chiudere il caso, sia Sauer che Mutti capiscono che non sarà facile. Tutti a Monaco conoscono chi abita nel palazzo di Prinzregentenplatz al numero 16 e tutti sanno di chi è nipote Angela Maria Raubal, detta Geli, la ragazza trovata senza vita con un foro di proiettile, nella sua stanza. Le testimonianze del personale, le circostanze e tutti gli indizi puntano sull’unica conclusione plausibile: suicidio. Ma allora perché lo stesso Führer gli concede un lasciapassare personale per continuare ad indagare? Chi si cela dietro la lettera “H”, firma di misteriosi bigliettini? Come interpretare e quale spiegazione dare alle differenti e contrastanti testimonianze che il commissario raccoglie sulle abitudini della vittima? Per arrivare alla verità Sauer dovrà sfidare il partito più potente e pericoloso della Germania rischiando la propria vita e rivelando aspetti oscuri del suo passato...

Fabiano Massimi con L’Angelo di Monaco fa centro già all’esordio, non per niente è stato l’autore più venduto alla Fiera di Londra nel 2019. Il romanzo racconta in maniera fantasiosa la vicenda della morta di Geli Raubal, trovata suicida con accanto la pistola dello zio, Adolf Hitler. Ancora oggi si sospetta una responsabilità diretta del Führer che aveva una passione ai limiti del morboso per la nipote. La storia si svolge in un arco temporale lungo una settimana, dal 19 al 25 settembre del 1931. Sono gli anni in cui il Nazionalsocialismo va affermandosi come il partito più popolare ed importante della Germania. Il commissario, con la sua storia, prima combattente SS e poi, pentito, rappresentate della legge, è l’espressione delle due facce di un Paese diviso tra inneggianti fanatici ipnotizzati dall’eccezionale oratoria di Hitler e coloro che già intravedevano pericoli che purtroppo diventeranno mostruose realtà. Il lettore viene coinvolto dalla tensione che la vicenda trasmette raccontata in un contesto storico ben documentato con riferimenti precisi e personaggi realmente esistiti che interagiscono abilmente con quelli creati dalla fantasia dell’autore. L’importante bibliografia riportata in appendice rende l’idea di un lavoro di ricerca scrupoloso e metodico, insolito per un romanzo poliziesco che a questo punto potremmo definire storico.

 


 

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