L’eterno addio

Chongbo lavora in una piccola ma aggressiva agenzia pubblicitaria guidata dal tenace Lao Xu. Il miglior cliente dell’agenzia è senza dubbio il signor Wan – amministratore delegato di un’importante azienda di software di Zhongguancun. C’è un problema, però. Wan non è stato per nulla soddisfatto dal piano marketing elaborato da Chongbo per la sua innovativa app Verigram. Alla base c’è una tecnologia di filigranatura digitale che a dire il vero avrebbe grandi potenzialità nel campo della comunicazione, della finanza, della scienza forense, della sicurezza militare e della medicina, mercati che però l’azienda di Wan ha trovato enormi difficoltà a raggiungere, ripiegando sull’entertainment social. In pratica le foto caricate con Verigram possono essere modificate, filtrate o tagliate ma basterà premere un tasto per vedere la versione originale. La strategia pubblicitaria iniziale di Chongbo puntata tutto sullo “smascherare” le donne che postano foto ritoccate sui social, ma il cliente non è per niente contento dei risultati… Dopo dieci anni, l’uomo è tornato a Lijiang. Ma ci è tornato per due settimane di riabilitazione, che gli sono state prescritte dopo una visita di routine in ufficio, durante la quale si è beccato una diagnosi di DPNF II, ovvero Disturbo Psicogenico Neuro Funzionale II. Quando ha lasciato Lijiang era un giovane ambizioso, ora è un impiegato modello e ha tutto quello che un uomo adulto si presuppone che abbia: automobile, casa, disfunzione erettile e insonnia. Al Centro di riabilitazione conosce una ragazza, prima di essere ricoverata faceva l’infermiera. I due si piacciono e decidono di passare la serata insieme, ma a lei pare non interessare nulla: né un’orchestra robot di musica popolare, né la danza folk sui falò. Le piace solo, a quanto pare, di andare a guardare i pesci rossi che nuotano nei canali di Lijiang… Nel villaggio di Shazui, tra Shenzen e Hong Kong, un giovane ricercato dalla polizia si è rifugiato sotto l’ala protettrice di Sorella Maggiore Shen, milionaria proprietaria di un affollatissimo condominio, che lo ospita malgrado lui non abbia documenti e gli ha anche dato un banchetto dove vendere “pellicole corporee e versioni crackate di software per la realtà aumentata”. Il ragazzo si innamora di Snow Lotus, la più bella tra le migliaia di prostitute del villaggio di Shazui, ma lei è sposata con Est, il suo pappone, un maniaco del gioco d’azzardo. Eppure la donna non deve essere felice, perché quasi ogni giorno fa un salto da Sorella Maggiore Shen, che sostiene di essere una sciamana manchu, di saper parlare con gli spiriti e predire il futuro…

Classe 1981, originario del Guangdong, provincia cinese che risente da decenni dell’influsso “liberista” di Hong Kong, Chen Qiufan è esponente perfetto di una “generazione che vive in mezzo ai divari, tra lo stile di vita postmoderno e le aspettative tradizionali, tra l’esplosione della tecnologia avanzata e l’ideologia del comunismo conservatore”. La sua science-fiction non è certo Space opera, non racconta esplorazioni spaziali e non descrive misteriose, affascinanti o minacciose civiltà aliene, ma preferisce occuparsi di problemi reali, come scrive lo stesso Qiufan nella sua prefazione a questa deliziosa antologia: “(…) L’evoluzione delle app, le conseguenze dell’inquinamento, il controllo delle informazioni, il tutto inserito in trame e sviluppi futuristici”. L’autore ritiene – a ragione – che questo tipo di “realismo fantascientifico” sia in grado di descrivere le “complicazioni antropologiche” e le contraddizioni profonde insite nel processo che sta trasformando la Cina in una società sempre più tecnologica. Questi racconti – pubblicati tra 2004 e 2012 su diverse riviste occidentali come “Fantasy & Science Fiction”, “MIT Technology Review”, “Clarkesworld”, “Year’s Best SF”, “Interzone”, “Lightspeed” e sulla mitica rivista cinese “Science Fiction World” – sono pluripremiati: tre Galaxy Awards for Chinese Science Fiction, dodici Nebula Awards for Science Fiction and Fantasy in Chinese, un Best Short Form Award nell’ambito dei 2012 Science Fiction & Fantasy Translation Awards. Non è solo il fascino dell’esotico il segreto di tanto successo di critica: se lo stile di Qiufan è infatti a tratti un po’ acerbo e comunque spesso semplice in modo spiazzante, lo scrittore cinese sfoggia spunti narrativi interessanti. Il novello Truman che vive (a sua insaputa) la sua terapia psichiatrica virtuale per le strade di Lijiang, l’uomo condannato a morte da una devastante emorragia cerebrale che viene utilizzato come cavia per una “fusione mentale” con un verme senziente scoperto nelle profondità oceaniche, il messaggero dal futuro che descrive le nuove malattie che verranno presto causate dall’uso pervasivo dei device elettronici, la ragazza nata con vagina ipoplastica e totale anorgasmia che per un misterioso fenomeno si ricopre di “punti G” e sperimenta una estasi continua, travolgente ma potenzialmente letale, gli scienziati che scoprono la correlazione diretta tra intensità dell’inquinamento atmosferico e aumento delle patologie mentali. Idee insolite e stimolanti, che unite alla commistione tra ambientazione cinese (sia tradizionale sia neocapitalistica) e cyberpunk rendono L’eterno addio una chicca da non farsi scappare.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER