L’inconveniente di essere amati

L’inconveniente di essere amati

Sonia è scocciata: è stata nuovamente convocata dalla preside della scuola materna di suo figlio Gianmaria. La Sciatta, così la chiama Sonia, avanza la proposta di affiancare al bambino un sostegno, ma Sonia si rifiuta in maniera categorica. La preside insiste: Gianmaria ha quasi staccato a morsi la guancia del piccolo Yong perché, secondo lui, i cinesi sono “schifose merde di cacca”. Ma Sonia non accusa il colpo, l’unica cosa che pretende è vedere suo figlio. Gianmaria è in punizione, di spalle rispetto alla classe, con la faccia in un angolo. Sonia lo prende per una mano e, furiosa, lo trascina fuori dalla scuola. Nel farlo inciampa sul bicchiere per l’elemosina di un senegalese, accucciato fuori dal cancello. Sonia si scusa, aiuta il mendicante a raccogliere le monete e mette nel bicchiere due euro. Intanto a Milano, Paride sta tornando al suo appartamento, situato all’undicesimo piano di un grattacielo. All’interno lo aspetta Sandro Marraffa, un celebre produttore che lo ha da tempo preso sotto la sua ala protettiva. Sandro è immerso nella Jacuzzi, con una canna in mano: lo stava aspettando. Ha scoperto che Paride, che fa il cantautore e ha pure partecipato a Sanremo Giovani, non si è presentato all’audizione con Stefania Ripi. Sandro lo accusa di avergli fatto fare una grande figura di merda e ora ne pagherà le conseguenze. Prende in mano la pistola che ha tolto dalla cassaforte, la punta contro la chitarra di Paride – la chitarra che la madre gli regalò tanti anni fa, l’unico regalo a cui tiene veramente – e fa fuoco: la chitarra viene squarciata dal proiettile. In quel momento, Paride decide di tornare a Calanchi, il paese costiero posto tra Abruzzo e Marche, da cui se n’era andato per seguire il sogno di diventare un cantante di successo…

L’inconveniente di essere amati è il quarto romanzo di Alcide Pierantozzi. Ambientato sul confine tra Marche e Abruzzo, in una cittadina, Calanchi, che in realtà non esiste – ma i cui dintorni, vie, piazze, palazzi, locali e fiumi sono reali –, è esso stesso un libro che parla di confini esistenziali. Siamo lontani dalla città, ci troviamo in una periferia in cui l’omosessualità è ancora un tabù e i matrimoni possono essere il risultato di una pressione genitoriale. Paride, Sonia e Manolo si trovano sull’orlo del baratro: il primo ha appena posto fine alla relazione tossica con Sandro, il discografico che l’ha lanciato nel mondo della musica; la seconda sente tutta l’oppressione di un matrimonio infelice con Beppe, un veterinario patito della Roma e verbalmente violento; Manolo, dopo aver tentato, fallendo, la carriera imprenditoriale, vorrebbe abbandonare Calanchi per ricominciare dalla California e fare pace con la propria omosessualità. Tra loro s’intreccia un complicato gioco romantico, alimentato dal ricordo di madri perse o abbandonate nelle difficoltà, dai sensi di colpa nei confronti del passato e dal desiderio di trovare una nuova occasione di riscatto personale. Per Paride essere amato è davvero un inconveniente: viene messo di fronte a sentimenti contrastanti, a scelte di vita che potrebbero impattare anche sulla sua carriera, a pulsioni che non pensava di avere. Attraverso i suoi dissidi interiori e la sua maturazione come individuo, anche noi siamo portati a riflettere sulla natura dei rapporti umani e sulla necessità di accettarci per quello che siamo.



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