L’isola dalle ali di farfalla

L’isola dalle ali di farfalla

È l’estate 2019 e Tito Barbini si trova ad Astypalea (Stampalia), l’isola greca che ha preso il nome dall’amante del dio Poseidone, il Nettuno dei romani, il dio del mare. Nella lunga mail che invia all’amico giornalista Paolo Ciampi, Barbini riflette sulle origini mitologiche del luogo in cui si trova. Poseidone e Astypalea sembrano legati indissolubilmente al territorio in cui si trova a soggiornare. Annota che il dio del mare è sempre stato molto temuto dai marinai che nei secoli gli hanno rivolto preghiere per avere approdi sicuri e navigazione senza pericoli, un dio facile all’ira, un autentico provocatore di tempeste. Astypalea e Poseidone: un legame forte ed obbligato, quello descritto da Barbini – determinato dal blu e dai venti che circondano l’isola. Il vento, il meltemi, ad Astypalea tira sempre ed è un vento che domina la terra. Ad intrigare il visitatore che percorre le isole greche è anche il legame con l’Europa in senso culturale e identitario. Europa, la ninfa amata da Giove, fu rapita proprio mentre si trovava in una delle isole dell’Egeo. Giunta la mail da Astypalea a Paolo Ciampi, il giornalista risponde e condivide con l’amico l’uso della posta elettronica che consente risposte meditate senza l’impellenza della contestualità. Ciampi riporta all’amico il titolo del libro che sta leggendo: è quello di Paolo Rumiz Il filo infinito. Si tratta di un viaggio che l’autore compie tra i monasteri benedettini mosso dallo stesso senso di smarrimento nutrito da Tito Barbini e da tanti viaggiatori in incognito che come lui, si risolvono a partire senza una meta precisa. I benedettini sono ispirati da un’unica lettera dell’alfabeto – afferma Ciampi: la acca nel senso di honor, humilitas, humanitas e vivono in letizia: la letizia ha la stessa radice semantica del letame, perché come affermava De Andrè, dal letame nascono i fiori...

Il lungo scambio di mail tra Tito Barbini e Paolo Ciampi non è altro che un continuo interrogarsi reciproco sul mondo e sulla realtà dell’Italia contemporanea da parte di due attivisti, appassionati di politica: l’uno militante nel più importante partito di sinistra e l’altro attuale direttore dell’Agenzia di informazione della Regione Toscana. Tito Barbini, il più anziano dei due (classe 1945), è stato Sindaco di Cortona dal 1970 al 1980 e Presidente della provincia di Arezzo. Quale consigliere della regione Toscana ha ricoperto gli incarichi di assessore alla sanità, all’urbanistica e all’agricoltura nell’esecutivo della Toscana. È stato segretario della Federazione aretina del PCI e sino al congresso del ‘90 membro del comitato centrale del partito. Paolo Ciampi (classe 1963) è un giornalista-scrittore, è stato redattore di vari giornali toscani e si occupa di comunicazione istituzionale. Ha pubblicato numerosi libri di viaggio. L’argomento sul quale ruota la preziosa ed interessante corrispondenza tra i due è l’Italia e la deriva che certa politica ha determinato nella nazione proprio in settori vulnerabili quali la cultura e l’identità nazionale. Così gli interrogativi, visto che Barbini ha deciso di esiliarsi in un’isola dell’Egeo riguardano soprattutto l’immigrazione, lo scontro di civiltà e l’impossibile progetto di un Mediterraneo aperto ed accogliente come quello vagheggiato dagli scrittori greci e latini che entrambi gli autori ammirano e citano nelle mail che si scambiano reciprocamente.



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