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L’Italia e le sue storie 1945 - 2019

L’Italia e le sue storie 1945 - 2019

1945: l’Italia è in buona parte in rovina. Il fascismo, la seconda guerra mondiale prima e la guerra civile poi lasciano un Paese lacerato, uno strascico sanguinario e profondo di odi e divisioni. Nel periodo della cosiddetta “resa dei conti” muoiono migliaia di persone, fascisti e non. Quando e come finì davvero la guerra? Ufficialmente, città e regioni furono liberate man mano che le armate alleate risalivano la penisola, dal luglio 1943 in Sicilia all’aprile 1945 nel Nord: fu un epilogo confuso ed ambiguo. Nel 1947 esce Se questo è un uomo, di Primo Levi, memoria terribile del periodo da deportato ad Auschwitz, ma il manoscritto fatica non poco a trovare un editore: nell’Italia del dopoguerra il desiderio di dimenticare o di non parlare di quanto è avvenuto è grande. Gino Bartali e Fausto Coppi si dividono l’affetto degli italiani durante il Giro d’Italia del 1946, ribattezzato “Il Giro della Rinascita”. Sempre nel 1946, Roberto Rossellini inizia le riprese di Paisà, percorre l’Italia da Sud a Nord, lungo le strade che poco tempo prima erano state utilizzate dagli Alleati, circondato da “gente che nutriva la speranza dalla disperazione stessa della propria situazione”. E sempre nel 1946, il 2 giugno, gli italiani vengono chiamati a decidere non soltanto chi li avrebbe governati, ma anche la forma e l’architettura del paese: dalle urne emerge un paese diviso sul piano politico, sociale e culturale…

John Foot, professore di storia britannico di origini italiane, ripercorre le tappe dell’Italia repubblicana dal 1945 al 2019 scegliendo di rivolgersi ad un pubblico di non addetti ai lavori. La sua è una scelta comunicazionale ed in un certo senso letteraria peculiare: la bussola del libro non è meramente l’ordine cronologico in cui gli eventi si susseguono. Accanto alle figure prominenti della politica italiana del dopoguerra fino ai giorni nostri, sceglie di affiancare storie di persone più o meno comuni: da Franca Viola, la donna che rifiutò un matrimonio riparatore a dispetto delle convenzioni sociali dell’epoca, a Franco Basaglia, lo psichiatra che promosse un nuovo approccio nei confronti dei pazienti ricoverati nei manicomi culminato nella legge Basaglia del 1978; da Don Milani, il sacerdote deciso a dare un’istruzione anche ai bambini più poveri, a Roberto Rossellini, il regista che provò a costruire poesia dal caos della guerra. Sono proprio le vicende di persone comuni, a dare risalto al libro. Emerge come talvolta le loro scelte o le loro vicende abbiano anticipato decisioni che la politica assunse solo tempo dopo. È grazie a singoli episodi che l’autore riesce a fotografare passaggi chiave della storia recente del nostro paese: il suo, è lo sguardo di uno straniero, ed è proprio questo suo sguardo che gli consente di porre le vicende sotto una luce diversa, di dare un taglio da osservatore esterno. Unico limite del libro, se lo vogliamo trovare, è quello di aver deciso di condensare episodi significativi della storia italiana in paragrafi generalmente brevi: se da un lato ciò inficia in parte la comprensione degli eventi, dall’altro permette di mantenere una lunghezza del libro abbastanza sintetica da rendere la lettura piacevolmente scorrevole.