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L’ombra di Iside

L’ombra di Iside

Berenice, Egitto, marzo 2021. Sara Terracini è con Najid Rushdi, il Ministro delle Antichità della Repubblica Egiziana, e sta traducendo un’iscrizione su alcuni pannelli di argilla, tutti di dimensione identica, 52,5 per 105 centimetri, praticamente un cubito reale per due, secondo le antiche misure egizie. E sono ovviamente parole antiche quelle che traduce, rivolte a una regina nelle cui vene, è scritto, scorre il sangue di Alessandro il Grande e che è figlia di un faraone. L’iscrizione è in greco antico e Sara lo legge e traduce con grande facilità, impressionando il ministro che la osserva compiaciuto. Lei arriva alle stesse conclusioni di Rushdi: si tratta di una regina dei Tolomei, ovvero i discendenti di Alessandro Magno. I pannelli sono tanti, 32 per la precisione e raccontano tutta la storia avvincente della regina, anche se... a un certo punto, proprio in corrispondenza con l’epilogo della vicenda raccontata, c’è uno spazio vuoto. Forse il pannello si è staccato ed è caduto, andando in mille pezzi e alcune schegge sono ancora presenti a terra, anche se... e la ripetizione è necessaria, qualcuno si è preso la briga di raccogliere i cocci e portarli via, lasciando anche una firma sulla parete di calcare: “G.B.B. ottobre 1818”. Il ministro vorrebbe affidare le ricerche a Sara Terracini. D’altronde è la ricercatrice più famosa al mondo. In realtà ci sarebbero dei problemi per il fatto che lei è la moglie di Oswald Breil, ex premier israeliano e “creatore” del Mossad (almeno per l’efficienza con cui è conosciuto oggi), ma una soluzione, per ovviare all’intransigenza politica del governo egiziano, Rushdi è in grado di trovarla...

Che cosa possiamo aggiungere alle tante parole spese per ciascuna fatica di Marco Buticchi? C’è la conferma di uno scrittore che ha fatto dell’avventura il suo mestiere, maestro della descrizione precisa e puntuale degli eventi. Come al solito un romanzo che cammina su un filo che temporalmente collega e interseca tre epoche diversissime fra loro, ma con riferimenti anche di altri periodi, compreso un po’ di... futuro post COVID-19. Si erge su tutti la figura di Teie, donna guerriera, guardia del corpo di Cleopatra che per la regina egiziana e prima ancora di lei per suo padre ha corso infiniti rischi, senza mai tirarsi indietro, con uno spirito di sacrificio unico che le ha fatto rinunciare anche a una propria vita. Nella trama in sé c’è una bella base di storia egizio – romana da ripercorrere, dopo averla studiata tanto tempo fa sui libri di scuola, con una serie di particolari interessanti e un personaggio tutto da scoprire, quel Giovan Battista Belzoni, gigante avventuriero e avventuroso, realmente esistito e che ha ispirato molti in termini di avventure (si parla anche di Indiana Jones). Non poteva, quindi, essere trascurato Marco Buticchi, che lo ha qui utilizzato per raccontarci molti dei segreti delle antiche tombe, una buona parte delle quali violate e spogliate di ogni tesoro che contenevano, anche se non dei loro valori storici, nel raccontarci personaggi e avvenimenti. E poi, come sempre, ci sono loro, Sara Terracini, suo marito Oswald Breil, tutti i personaggi che gravitano intorno alla coppia e che rappresentano ormai, dopo tanti anni e tante avventure, quasi degli “amici di famiglia” per i lettori che seguono assiduamente le loro vicissitudini.