L’ordine nascosto

L’ordine nascosto

Com’è essere un fungo? I funghi costituiscono uno dei regni della natura, sono innumerevoli, ma è difficile individuarli, sono ovunque, ma molti non li conosciamo. Sono lieviti microscopici o esemplari di grandi dimensioni, come quello di centinaia di tonnellate nato in Oregon: una rete di “chiodini” (Armillaria) che si estende per dieci chilometri quadrati. I funghi possono condizionare la vita degli animali e delle altre piante, possono curare o distruggere, divorano agenti inquinanti (petrolio greggio) e possono sopravvivere nello spazio. Si pensa che durante il periodo Devoniano si siano sviluppati i Prototaxites, altissimi pinnacoli ospitanti insetti e organismi. Questi funghi hanno occupato il pianeta per oltre 40 milioni di anni, prima della comparsa del genere umano. Il punto di forza dei funghi è il loro metabolismo, la capacità di assimilare sostanze nutritive anche dagli scarti (ve ne sono persino nel reattore di Chernobyl). Si riproducono tramite le spore e ne spargono circa 50 megatonnellate all’anno, ne sono state trovate anche sulle nuvole. La maggior parte dei funghi forma reticoli di cellule detti “ife, sottili strutture filamentose che si diramano, si fondono e si aggrovigliano tra loro a formare la filigrana anarchica del micelio” (qui scorrono acqua e nutrienti). Le infezioni fungine sono letali per tante forme di vita sul pianeta, hanno minato le coltivazioni di riso e stanno portando alla scomparsa delle banane Cavendish, allo stesso tempo tracce di funghi adoperati come medicamento sono state trovate sia nei resti Neanderthal che in quelli dell’Uomo di Similaun, fino alla inestimabile scoperta di Fleming, che da una particolare muffa ricavò la penicillina. A cui si aggiungono oggi ciclosporina e statine, fondamentali nella gestione di gravi patologie. Anche il mercato globale dei funghi edibili è cresciuto, per il 2024 si prevede un fatturato di 69 miliardi di dollari…

“Questo libro è frutto del compostaggio di domande e fascinazioni.” Merlin Sheldrake e i funghi sono grandi amici da tempo, la dedica del saggio è per loro: “Ai funghi da cui ho imparato, con gratitudine”, per loro che hanno dato l’ispirazione per questo incredibile viaggio scientifico e letterario. Sheldrake da adolescente raccoglieva funghi e li coltivava in camera sua, fino a quando ha potuto studiarli all’Università di Cambridge (dipartimento di Botanica) e appassionarsi alle relazioni simbiotiche, per approdare poi al Dottorato nelle foreste tropicali di Panama per osservare i funghi micorrizici. Le scoperte fatte via via hanno cambiato il suo modo di percepire la vita e scrivere un libro sui funghi è l’inevitabile conseguenza del tentativo di trovare risposta alle numerose domande e abbattere pregiudizi e aspettative, in questo sta lo slancio della ricerca e in questo libro tutto ruota intorno al concetto di potenzialità. In merito al significato di “intelligenza” e al “comunicare” molti ricercatori sia di flora che di fauna stanno rivedendo il loro approccio alla luce di nuovi modelli di studio e comprensione, lo stesso vale per i funghi e resterete sorpresi nello scoprire le innumerevoli applicazioni in ogni settore, gli esperimenti fuori dall’atmosfera terrestre, la capacità di rigenerarsi, l’amplificarsi del concetto di simbiosi. Ricercatore presso lo Smithsonian Tropical Research Institute, Sheldrake ha cercato di convogliare in questo saggio le conoscenze a cui si è giunti sino a oggi, dalla medicina ai micomateriali (mai sentito parlare di pelle di fungo?), passando per secoli di studi. Il tutto con un approccio rigorosamente scientifico e ugualmente suggestivo. Persino le illustrazioni del libro sono realizzate con l’inchiostro ricavato dal fungo Coprinus comatus.



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